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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2353/2024 del 19/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza del 29/03/2023 che aveva rigettato l'appello contro la proroga della custodia cautelare in carcere disposta fino al 25/09/2023. L'indagato contestava: 1) la violazione dell'art. 305, comma 2, c.p.p. e vizio di motivazione in relazione ai presupposti per la proroga (assenza di "particolare complessità" degli accertamenti, mancata indispensabilità della proroga e carenza delle esigenze cautelari); 2) la violazione dell'art. 305 c.p.p. e vizio di motivazione circa la durata della proroga (tono generico sul fatto che il termine fosse irragionevole).

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto il primo motivo infondato: il Tribunale aveva adeguatamente motivato la sussistenza dei requisiti per la proroga ex art. 305(2) c.p.p., indicando la particolare complessità degli accertamenti (esame ematico e Bloodstain Pattern Analysis, integrazione dei rilievi di sopralluogo, esami su scarpe e su un oggetto di vetro con tracce ematiche), la necessità del tempo per rielaborare tali esiti e l'indispensabilità della custodia per il loro compimento; ha inoltre escluso inerzia colpevole del PM, posto che elementi decisivi (relazione RIS completa e integrazioni) sono pervenuti solo successivamente. Sulla sussistenza delle esigenze cautelari il Tribunale ha evidenziato la pericolosità dell'indagato (propensione alla violenza e rischio di reiterazione), giustificando la permanenza della custodia. Il secondo motivo è stato dichiarato inammissibile per genericità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 305, comma 2, codice di procedura penale

    La proroga dei termini della custodia cautelare è strumento eccezionale: è ammissibile solo congiuntamente quando sussistono gravi esigenze cautelari, la necessità di accertamenti di particolare complessità e l'indispensabilità della protrazione della custodia per eseguirli; il giudice deve motivare espressamente soprattutto l'indispensabilità e valutare i presupposti ex ante, con riferimento alla situazione esistente al momento dell'adozione del provvedimento.

  • art. 616 codice di procedura penale

    Norma che autorizza la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso; qui applicata per imporre al ricorrente il pagamento delle spese.

Massime di principio

  • La proroga della custodia cautelare ai sensi dell'art. 305(2) c.p.p. è possibile solo se coesistono contemporaneamente: gravi esigenze cautelari, accertamenti di particolare complessità e l'indispensabilità della custodia per completare tali accertamenti.
  • Il giudice deve motivare in modo specifico e indicare fatti ed elementi concreti che giustifichino la complessità e l'indispensabilità della proroga; motivazioni generiche sono insufficienti.
  • La valutazione dei presupposti della proroga va effettuata ex ante, cioè rispetto alla situazione al momento dell'adozione dell'ordinanza: il fatto che successivamente gli accertamenti richiedano meno tempo non invalida la legittimità della proroga se all'epoca era ragionevole prevederne la durata.
  • L'assenza di grave colpa o inerzia del pubblico ministero nello svolgimento delle indagini è un elemento che può giustificare la proroga se elementi nuovi o integrazioni tecniche sopravvengono in corso d'indagine.
  • Le impugnazioni generiche sulla durata della proroga sono spesso dichiarate inammissibili: chi censura deve indicare in modo puntuale perché la durata è illogica o sproporzionata rispetto agli accertamenti necessari.
  • La mera riqualificazione del fatto (es. da preterintenzionale a volontario) può legittimare la necessità di ulteriori accertamenti tecnici e quindi la proroga, se adeguatamente motivata.

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