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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16505/2022 del 28/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza del 06/04/2021 che aveva applicato la pena concordata ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. Il ricorrente deduceva: (1) violazione di legge e vizi nella formazione della volontà rispetto all'accordo ex art. 599-bis perché la Corte d'appello ha disposto la revoca della sospensione condizionale della pena (non prevista nell'accordo e non richiesta dal Procuratore generale), compromettendo quindi il consenso all'istituto; (2) violazione di diritti costituzionali e sovranazionali (artt. 3, 27 co.3, 11 co.2 Cost., art. 47 Carta UE, art. 6 CEDU) per le lungaggini processuali che hanno determinato la revoca della sospensione condizionale avvenuta oltre dieci anni dal fatto.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato. Ha ritenuto corretta la revoca della sospensione condizionale ai sensi dell'art. 168, primo comma, n. 1 c.p., dato che il ricorrente ha commesso un delitto entro il quinquennio dal passaggio in giudicato della sentenza che aveva concesso il beneficio. La revoca è qualificata come atto dichiarativo 'ope legis' che il giudice è tenuto a pronunciare quando ricorrono i presupposti di legge; non è materia negoziabile nell'ambito di un patteggiamento. Perciò la mancata previsione della revoca nell'accordo non rende l'accordo invalido. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 599-bis cod. proc. pen.

    Regolamenta l'accordo in appello (patteggiamento). La Corte rileva che l'accordo non può derogare agli effetti di legge che si producono 'ope legis', avendo l'imputato l'onere di tener conto dei propri precedenti e delle conseguenze legali.

  • art. 133 cod. pen.

    Riferimento alla determinazione della pena (richiamato nella impugnazione); la sentenza impugnata ha applicato la pena come determinata nell'accordo.

  • art. 24 Cost.

    Richiamato dal ricorrente per presunta lesione del diritto alla difesa/giusto processo; la Corte non ha ritenuto che il diritto sia stato violato dalla revoca dichiarativa 'ope legis'.

  • artt. 3, 27 comma 3, 11 comma 2 Cost.

    Norme costituzionali richiamate dal ricorrente per contestare l'esito a causa della durata e delle conseguenze della procedura; la Corte ha ritenuto che la revoca della sospensione, avendo natura automatica quando ricorrono i presupposti di legge, non integri violazione di tali principi nel caso di specie.

  • art. 47 Carta dei Diritti fondamentali dell'Unione Europea

    Riferimento a garanzie processuali europee richiamate dal ricorrente; non ritenute violate alla luce della natura dichiarativa della revoca.

  • art. 6 CEDU

    Richiamata per motivi di giusto processo; la Corte ha ritenuto che la pronuncia di revoca non violi il diritto ad un processo equo quando sussistono i presupposti di legge.

  • art. 168, primo comma, n. 1 cod. pen.

    Norma che disciplina la revoca della sospensione condizionale della pena per il caso di commissione di un reato nel termine stabilito; la Corte ha ritenuto applicabile la revoca e ne ha sottolineato la natura dichiarativa 'ope legis'.

  • comma primo-bis dell'art. 674 cod. proc. pen.

    Richiamato per spiegare che anche il giudice dell'esecuzione può rilevare la sussistenza dei presupposti per la revoca; rafforza il principio della natura ricognitiva della revoca.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che prevede condanne per spese e altre sanzioni a carico del ricorrente in caso di impugnazione inammissibile; applicata per condanna alle spese e alla somma per la cassa delle ammende.

  • art. 23, comma 8 d.l. n. 137/2020

    Richiamato relativamente alla trattazione del ricorso nel termine previsto dalla norma emergenziale; contestualizza la procedura di trattazione.

Massime di principio

  • La revoca della sospensione condizionale della pena prevista dall'art. 168 c.p. è di natura dichiarativa: quando ricorrono i presupposti di legge il giudice è tenuto a dichiararla, non si tratta di una facoltà negoziabile nell'ambito del patteggiamento.
  • Un accordo ex art. 599-bis c.p.p. non può prevedere o imporre risultati contrari a effetti stabiliti dalla legge ('contra legem'): l'imputato che patteggia deve considerare gli effetti previsti dalla legge, compresa la possibilità di revoca 'ope legis' di benefici precedenti.
  • La conoscenza dei propri precedenti e delle conseguenze giuridiche è posta a carico dell'imputato; dubbi su effetti pregiudizievoli derivanti da atti processuali dovrebbero essere sollevati tempestivamente e non costituiscono automaticamente vizio dell'accordo se gli effetti derivano direttamente dalla legge.
  • La lentezza processuale, pur rilevante ai fini di garanzie costituzionali e sovranazionali, non impedisce automaticamente l'applicazione di norme che producono effetti nel tempo quali la revoca della sospensione condizionale, salvo specifiche violazioni che dimostrino una lesione irremediabile dei diritti fondamentali.
  • In casi simili è opportuno, prima di concordare in appello, valutare con il difensore gli effetti collaterali (es. revoche di benefici pregressi) e, se necessario, sollevare questioni preliminari o chiedere chiarimenti al giudice per limitare rischi imprevisti.

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