Sentenza n. 672/2026 - Palermo, Sezione 2
per l’accertamento: - dell’illegittimità del silenzio serbato dalla Amministrazione intimata in ordine alle diffide presentate dalla ricorrente il 20 novembre 2024 ed il 15 aprile 2025, aventi ad oggetto “Richiesta di emissione di provvedimenti urgenti per il contenimento / cessazione dei rumori prodotti dagli impianti di diffusione sonora in uso alla “Sicily Music Academy Aps” e dell’obbligo dell’Amministrazione di provvedere sulle menzionate istanze;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio serbato dal Comune di Monreale sulle diffide dirette all’adozione di provvedimenti per il contenimento o la cessazione delle emissioni sonore dell’associazione controinteressata
Esito
Favorevole al resistente (comune)
La controversia
La ricorrente ha denunciato emissioni sonore provenienti dai locali utilizzati da un’associazione musicale, sostenendo che tali emissioni, protratte dal primo pomeriggio fino alla sera e il sabato mattina, impedissero il normale godimento dell’abitazione e della quiete domestica. A seguito di verifiche strumentali effettuate da ARPA Sicilia e dalla Polizia Municipale il 24 maggio e il 21 giugno 2024, era stato accertato il superamento dei limiti acustici ed era stato elevato un verbale di contestazione di illecito amministrativo. Persistendo le emissioni, la ricorrente aveva presentato al Comune una diffida il 20 novembre 2024 e una successiva istanza il 15 aprile 2025, chiedendo l’adozione dei provvedimenti previsti dall’art. 9 della legge n. 447/1995. In assenza di riscontro, ha proposto ricorso per accertare l’illegittimità del silenzio e l’obbligo dell’amministrazione di provvedere.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Nel corso del giudizio, il Comune aveva adottato l’ordinanza contingibile n. 9 del 5 febbraio 2026, comunicata il 12 febbraio 2026, nei confronti dell’associazione, proprio in attuazione dell’art. 9 della legge n. 447/1995 e in relazione al superamento dei limiti acustici. La difesa della ricorrente ha quindi dichiarato il sopravvenuto difetto di interesse alla decisione. Il giudice ha ritenuto vincolante tale dichiarazione, in applicazione del principio dispositivo, non potendo decidere nel merito una controversia rispetto alla quale era venuto meno l’interesse alla pronuncia. Le spese sono state poste a carico del Comune, liquidate in euro 500,00 oltre oneri di legge e rifusione del contributo unificato, poiché l’amministrazione si è determinata solo dopo la notificazione del ricorso. Le spese sono state dichiarate irripetibili nei confronti dell’associazione privata non costituita.
Norme richiamate
art. 9 l. 447/1995
Attribuisce all’amministrazione il potere di adottare ordinanze contingibili e urgenti per il contenimento o la riduzione delle emissioni sonore in caso di superamento dei limiti acustici.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Il ricorso è improcedibile quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione.
Massime di principio
- La sopravvenuta adozione, da parte dell’amministrazione, del provvedimento richiesto con un’azione avverso il silenzio determina il venir meno dell’interesse alla decisione e comporta l’improcedibilità del ricorso, se tale sopravvenienza è riconosciuta dalla parte ricorrente.
- In applicazione del principio dispositivo, quando il difensore dichiara la sopravvenuta carenza di interesse del proprio assistito, il giudice amministrativo non può decidere nel merito la controversia, ma deve dichiarare l’improcedibilità dell’impugnazione.
- La circostanza che l’amministrazione abbia adottato il provvedimento richiesto solo dopo la notificazione del ricorso può giustificare la condanna dell’amministrazione alle spese, anche se il giudizio si conclude con una dichiarazione di improcedibilità.
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