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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 06590/2026 del 18/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il difensore ha prodotto il certificato di morte dell'imputata (deceduta il 17/12/2025). La Corte ha dichiarato che, essendo intervenuto il decesso successivamente alla proposizione del ricorso, il reato è estinto e ha disposto l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata ai sensi degli artt. 150 cod. pen. e 129 cod. proc. pen., ritenendo esaurito il rapporto processuale e preclusa ogni pronuncia sul merito

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Unico motivo di ricorso per cassazione con cui il difensore denunciava la violazione dell'art. 533 cod. proc. pen. in ordine all'affermazione di responsabilità dell'Albertini

Norme richiamate

  • art. 392 cod. pen.; art. 624-bis cod. pen.

    condanna per i delitti di cui agli artt. 392 e 624-bis cod. pen.

    Indicano le fattispecie per le quali l'Albertini era stata condannata; tali contestazioni non sono state esaminate nel merito in Cassazione a causa dell'estinzione del reato per morte

  • art. 533 cod. proc. pen.

    violazione dell'art. 533 cod. proc. pen. in ordine all'affermazione di responsabilità

    Il motivo di ricorso eccepiva vizio nella motivazione/affermazione di responsabilità; la Corte non ha deciso sul merito del motivo perché il decesso ha determinato l'estinzione del reato

  • art. 150 cod. pen.

    deve rendersi immediata declaratoria di estinzione del reato per cui era stata resa sentenza di condanna

    Stabilisce l'effetto estintivo della morte del reo e l'obbligo di dichiarare l'estinzione del reato

  • art. 129 cod. proc. pen.

    preclusa ogni eventuale pronuncia di proscioglimento nel merito ai sensi dell'art. 129, comma 2, cod. proc. pen.

    Comporta che, esaurito il rapporto processuale per morte, il giudice non può pronunciarsi sul merito e può annullare la sentenza senza rinvio

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    motivo enunciato nei limiti di cui all'art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Norma che regola i limiti formali di enunciazione dei motivi nel ricorso per cassazione; richiamata in relazione all'inquadramento formale del motivo proposto

  • Giurisprudenza citata: Sez. 3, n. 23906 del 12/05/2016, Patti, Rv. 267384 - 01

    risultando esaurito il sottostante rapporto processuale ed essendo preclusa ogni eventuale pronuncia di proscioglimento nel merito ai sensi dell'art. 129, comma 2, cod. proc. pen.

    Precedente che conferma il principio per cui l'estinzione del reato per morte impone l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata quando il processo si è esaurito

Massime di principio

  • Se l'imputato muore dopo la proposizione di un impugnazione (anche in Cassazione), il reato si estingue e il giudice deve dichiarare l'estinzione ai sensi dell'art. 150 c.p.; la dichiaratoria estintiva rende improcedibile qualsiasi decisione sul merito
  • L'estinzione per morte preclude al giudice ogni pronuncia di proscioglimento o conferma della responsabilità sostanziale: la sentenza di condanna va generalmente annullata senza rinvio ai sensi dell'art. 129 c.p.p., comma 2
  • La parte che rileva il decesso deve produrre tempestivamente il certificato di morte e chiedere la declaratoria di estinzione; la dichiarazione può essere disposta anche in corso di procedimento di cassazione
  • Il vizio di motivazione o altri motivi di merito restano teoricamente formulabili ma, una volta accertata l'estinzione, diventano in concreto inidonei a ottenere una pronuncia favorevole sul merito
  • La giurisprudenza di legittimità è consolidata nel ritenere legittimo l'annullamento senza rinvio quando il rapporto processuale si è esaurito per morte dell'imputato

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