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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32148/2024 del 07/08/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza di appello che lo aveva ritenuto responsabile per bancarotta distrattiva e bancarotta fraudolenta documentale, sostenendo di essere stato mero prestanome (amministratore formale) e che le operazioni contestate fossero restituzioni di prestiti o compensi dovuti. Denunciava carenza di prove del dolo e del ruolo gestionale, mancata assunzione di prova perizia tecnico-contabile, valutazione illogica delle somme prelevate (compenso e prelievi da cassa) e omissione di valutare la possibile riqualificazione in bancarotta semplice o preferenziale o in ipotesi di bancarotta riparata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha censurato la motivazione della Corte d'appello per essere stata assertiva e insufficiente nel confutare la tesi del ricorrente di mera testa di legno, evidenziando che la semplice percezione di somme non prova la consapevolezza o la compartecipazione gestionale. Ha richiamato i principi sulla responsabilità dell'amministratore formale e sui limiti della prova del dolo e sulla necessità di motivazione specifica. Per queste ragioni la sentenza impugnata è stata annullata e il procedimento è stato rinviato ad altra sezione della Corte d'appello di Bologna per nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • art. 173 disposizioni attuative codice di procedura penale

    nei limiti richiesti dall'art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    limita l'estensione dei motivi trattabili in cassazione per il ricorrente in relazione ai motivi indicati

  • Giurisprudenza Sez. U. n. 8825 del 27/10/2016 (Galtelli)

    principio secondo cui il dovere motivazionale del giudice di secondo grado è correlato alla specificità dell'impugnazione

  • Giurisprudenza Sez. 5 n. 22846 del 13/03/2014 (Pertile) e altri precedenti

    richiamati in motivazione per il principio sulla responsabilità dell'amministratore formale che accetta il ruolo come prestanome

    quando l'amministratore formale accetta la carica come prestanome può essere ritenuto responsabile se è consapevole o accetta il rischio che l'amministratore effettivo distragga o dissipi i beni sociali

  • Giurisprudenza Sez. 5 n. 15743 del 18/01/2023 (Gualandri)

    sull'elemento soggettivo della bancarotta documentale: serve che l'abdicazione dagli obblighi sia accompagnata dalla rappresentazione della significativa possibilità che altri alterino fraudolentemente la contabilità, e dalla decisione di non vigilare

  • Giurisprudenza Sez. 5 n. 44666 del 04/11/2021 (La Porta Stefania)

    conferma la necessità che l'amministratore formale abbia rappresentato la significativa possibilità di alterazioni della contabilità e abbia comunque omesso di vigilare

Massime di principio

  • Se l'imputato sostiene di essere stato mero prestanome, il giudice d'appello deve motivare in modo specifico e non meramente assertivo perché quella tesi non è credibile o non esclude il dolo.
  • La percezione di somme dalla società (prelievi, compensi) non è di per sé prova del dolo distrattivo: occorre accertare la causa reale del versamento (rimborso prestito, compenso congruo, ecc.) e la consapevolezza del destinatario.
  • Se è chiesta una perizia tecnico-contabile per chiarire la natura e l'ammontare delle operazioni, il giudice deve valutare adeguatamente l'incidenza probatoria della perizia e motivare l'eventuale rifiuto di svolgerla.
  • In tema di bancarotta fraudolenta documentale, per l'amministratore formale non è necessario che abbia voluto singoli interventi falsificatori, ma è necessario che abbia consapevolezza o accettazione del rischio che la contabilità venga alterata e che abbia omesso la vigilanza richiesta dal ruolo.
  • Motivazioni generiche o formule di stile in sentenza d'appello possono portare alla cassazione e al rinvio per nuovo giudizio: il principio di adeguata e specifica motivazione è essenziale quando la difesa solleva deduzioni puntuali.

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