Sentenza del 19/05/2017 n. 12668 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato per cassazione la sentenza della C.T.R. Lombardia che aveva annullato, in favore della contribuente, l'accertamento Irpef relativo all'anno 1999. L'Ufficio aveva contestato una maggiore plusvalenza derivante dalla vendita di un terreno sito a Peschiera Borromeo, qualificando l'intero bene come area edificabile, anche perché sui fabbricati esistenti, ritenuti da demolire, non era stato attribuito alcun valore. Secondo l'Agenzia, la C.T.R. avrebbe dovuto dare prevalenza al certificato di destinazione urbanistica e avrebbe inoltre deciso su elementi non correttamente introdotti nel giudizio, violando gli artt. 112 e 360, n. 4, c.p.c. La contribuente ha sostenuto invece che l'oggetto della vendita fosse un complesso immobiliare già edificato, accatastato in categoria D/8 e concretamente utilizzato, fino al rogito, per attività d'impresa, con uffici, magazzini, autorimesse e tettoie.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso dell'Agenzia delle Entrate. Ha escluso che le sentenze favorevoli ottenute dal comproprietario potessero produrre giudicato vincolante nei confronti della contribuente, mancando l'identità soggettiva delle parti e non sussistendo, nell'Irpef, un vincolo di solidarietà tra contribuenti diversi. Nel merito, ha ritenuto infondati i motivi dell'Agenzia: la C.T.R. non aveva semplicemente privilegiato il catasto sul certificato urbanistico, ma aveva valutato complessivamente la documentazione per accertare l'effettiva natura e utilizzazione del bene al momento della vendita. La Corte ha ribadito che l'edificabilità deve essere valutata secondo gli strumenti urbanistici vigenti alla data della cessione e che le plusvalenze derivanti dalla vendita di terreni già edificati non rientrano, in quanto tali, tra quelle tassabili come redditi diversi ai sensi dell'art. 67, comma 1, lett. b), T.U.I.R. L'Agenzia è stata condannata al pagamento delle spese di giudizio, liquidate in 3.000 euro, oltre spese forfetarie e accessori di legge.
Norme richiamate
D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 67, comma 1, lett. b) (T.U.I.R.)
terreni suscettibili di utilizzazione edificatoria secondo gli strumenti urbanistici vigenti al momento della cessione
La tassabilità della plusvalenza richiede che il bene sia un terreno suscettibile di utilizzazione edificatoria secondo gli strumenti urbanistici vigenti alla data della cessione. La norma non si applica automaticamente alla vendita di un complesso immobiliare già edificato e concretamente utilizzato.
D.L. n. 223 del 2006, art. 36, comma 2
È stato richiamato dall'Agenzia insieme all'art. 67 T.U.I.R. per sostenere la qualificazione edificatoria del bene, ma la censura è stata respinta perché non coglieva la motivazione effettiva della sentenza regionale.
Art. 112 c.p.c.
La Corte ha escluso la violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato: la C.T.R. aveva deciso nell'ambito delle questioni dedotte e sulla base di una valutazione di fatto adeguatamente motivata.
Art. 360, n. 4, c.p.c.
I motivi di nullità della sentenza per violazione dell'art. 112 c.p.c. sono stati ritenuti infondati, anche perché diretti sostanzialmente a contestare valutazioni di fatto e non una reale omissione o ultrapetizione.
Art. 378 c.p.c.
La contribuente ha depositato memoria nel giudizio di cassazione; la disposizione disciplina il deposito delle memorie illustrative in prossimità dell'udienza.
Massime di principio
- Per stabilire se una plusvalenza immobiliare sia tassabile come derivante dalla vendita di terreno edificabile occorre fare riferimento alla situazione giuridica e fattuale esistente al momento del rogito.
- La qualificazione urbanistica deve essere valutata insieme alle caratteristiche concrete del bene: la presenza di fabbricati funzionali e utilizzati, con relativa documentazione catastale e probatoria, può escludere che l'oggetto della vendita sia un semplice terreno edificabile.
- La vendita di un complesso immobiliare già edificato non genera automaticamente una plusvalenza tassabile ai sensi dell'art. 67, comma 1, lett. b), T.U.I.R.; è necessario verificare se l'operazione riguardi effettivamente un terreno edificabile oppure un immobile edificato.
- Le risultanze catastali non sono necessariamente decisive da sole, ma possono assumere rilievo se corroborate da altri elementi che dimostrino la concreta destinazione e utilizzazione del bene.
- Una sentenza definitiva favorevole ottenuta da un comproprietario non produce normalmente giudicato vincolante in una causa tributaria distinta relativa a un altro contribuente, se manca l'identità soggettiva delle parti.
- Nel ricorso per cassazione è necessario indicare e riprodurre in modo puntuale gli atti e i documenti su cui si fondano le censure; il mancato rispetto del principio di autosufficienza può comportare l'inammissibilità o il rigetto del motivo.
- La Corte di cassazione non rivaluta liberamente i fatti accertati dal giudice di merito quando la motivazione sia coerente, completa e non manifestamente illogica.
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