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Sentenza

Sentenza del 19/05/2017 n. 117 - Comm. Trib. Prov. Lecco

Iscrizione ruoli straordinari - Fumus boni iuris - Ammontare dell'imposta accertata - Procedimento penale pendente - Sussiste - Sequestro conservativo - Ne bis in idem - Non sussiste.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il contribuente contestava l'iscrizione a ruolo straordinario dell'integrale maggiore imposta accertata, pari a circa 13.107.690 euro per IRPEF e 274.347 euro per addizionale regionale, sostenendo l'assenza dei presupposti cautelari e una possibile duplicazione rispetto al sequestro conservativo disposto dal giudice tributario sugli importi presenti nei suoi conti correnti. Il maggior reddito traeva origine dall'imputazione del contribuente per appropriazione indebita di gioielli.

La decisione

La pretesa erariale è stata ritenuta cautelativamente tutelabile. Il giudice ha ravvisato il periculum in mora, considerato l'elevato ammontare dell'imposta accertata e la natura dell'illecito da cui derivava il maggior reddito, e ha quindi ritenuto legittima l'iscrizione a ruolo straordinario dell'intero quantum successivamente intimato dall'Agente della riscossione. È stata esclusa la violazione del ne bis in idem: il sequestro conservativo ex art. 671 c.p.c. è una misura cautelare, mentre l'intimazione di pagamento è funzionale all'espropriazione forzata, anche delle somme eventualmente sottoposte a sequestro.

Norme richiamate

  • Art. 14, comma 4, Legge 24 dicembre 1993, n. 537

    La norma consente di considerare fiscalmente rilevanti, ai fini della determinazione del reddito, i proventi derivanti da attività illecite, se classificabili nelle categorie reddituali previste dal Testo unico delle imposte sui redditi.

  • Art. 671 c.p.c.

    Disciplina il sequestro conservativo, qualificato come misura cautelare finalizzata a preservare la garanzia patrimoniale del credito e non come sanzione o pagamento duplicato.

  • Principio del ne bis in idem

    Non si applica quando sequestro conservativo e iscrizione a ruolo straordinario hanno natura e funzione diverse: il primo è cautelare, mentre la seconda precede l'attività di riscossione coattiva.

Massime di principio

  • L'iscrizione a ruolo straordinario dell'intero importo accertato può essere legittima quando sussista un concreto periculum in mora, valutabile anche in base all'entità considerevole del debito e alle circostanze da cui deriva la pretesa fiscale.
  • La pendenza di un procedimento penale non impedisce automaticamente l'accertamento o la riscossione tributaria, soprattutto quando il maggior reddito derivi da proventi riconducibili ad attività illecite fiscalmente rilevanti.
  • Il sequestro conservativo e l'iscrizione a ruolo straordinario non costituiscono necessariamente una duplicazione: occorre distinguere tra misure cautelari, dirette a conservare la garanzia patrimoniale, e atti della riscossione, diretti al recupero coattivo del credito.
  • La presenza di un sequestro conservativo non esclude di per sé la successiva espropriazione delle somme vincolate, purché siano rispettati i limiti dell'effettiva pretesa e non si realizzi un recupero superiore al credito dovuto.
  • In casi analoghi, la contestazione dell'iscrizione a ruolo straordinario deve concentrarsi sull'assenza concreta dei presupposti cautelari, sull'eventuale sproporzione dell'importo o sulla duplicazione effettiva del recupero, non sulla mera coesistenza tra sequestro e riscossione.

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