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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 153/2025 del 03/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato, accogliendo la censura del difensore. Ha annullato senza rinvio il decreto impugnato per la violazione dell'art. 172 c.p.p., constatando che il termine di 15 giorni scadeva di domenica e dunque era correttamente prorogato al lunedì 24/06/2024. Ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Siena per il prosieguo del procedimento.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

L'opposizione al decreto penale di condanna notificato il 08/06/2024 è stata dichiarata inammissibile per tardività perché il GIP ha ritenuto l'opposizione depositata oltre il termine di 15 giorni previsto dall'art. 461 c.p.p. (opposizione depositata il 24/06/2024). Il difensore ha censurato tale decisione asserendo che il termine di 15 giorni scadeva di domenica (23/06/2024) e che, ai sensi dell'art. 172 c.p.p., quando il termine stabilito in giorni scade in un giorno festivo o non lavorativo è automaticamente prorogato al primo giorno successivo non festivo, per cui il deposito del 24/06/2024 era tempestivo.

Norme richiamate

  • art. 172 cod. proc. pen.

    Quando il termine è stabilito a giorni e scade in un giorno festivo (o non lavorativo), il termine è prorogato di diritto al primo giorno successivo non festivo; questa interpretazione è stata applicata dalla Corte per ritenere valida l'opposizione depositata il 24/06/2024.

  • art. 461 cod. proc. pen.

    Stabilisce il termine di quindici giorni per proporre opposizione al decreto penale di condanna; nel caso concreto è stato il termine considerato per la tempestività dell'impugnazione.

  • art. 606, comma 1, lett. b) cod. proc. pen.

    Norma sul motivo di ricorso per cassazione invocato dal difensore: violazione di norme di diritto; è stata indicata come base formale della censura (violazione dell'art. 172 c.p.p.).

  • Giurisprudenza (Sez. 3, n. 17416 del 23/02/2016, Rv. 266982-01)

    Precedente citato a sostegno del principio secondo cui i termini espressi a giorni sono prorogati se cadono in giorno festivo; la Corte ha richiamato questa giurisprudenza per motivare l'annullamento.

Massime di principio

  • Se un termine procedurale è stabilito "a giorni" e il giorno di scadenza cade in una domenica o in un giorno festivo/non lavorativo, il termine si proroga automaticamente al primo giorno successivo non festivo ai sensi dell'art. 172 c.p.p.
  • Per impugnazioni che devono essere proposte entro un numero di giorni (es. 15 giorni per opposizione al decreto penale), occorre verificare se la scadenza cade in giorno non lavorativo: in tal caso il deposito il giorno successivo è considerato tempestivo.
  • In caso di dichiarazione di tardività, è opportuno proporre ricorso indicando espressamente la norma sulla proroga automatica (art. 172 c.p.p.) e citando eventuale giurisprudenza consolidata che confermi l'interpretazione.
  • Documentare la data di notifica e la data di deposito (con ricevute, copie e segnature) è fondamentale per dimostrare la tempestività quando si invoca la proroga per scadenza in giorno non lavorativo.
  • Se il giudice di merito o di primo grado omette di applicare la proroga prevista dall'art. 172 c.p.p., il rimedio consiste nel ricorso agli organi superiori per correggere l'errore di diritto; la Corte può annullare il provvedimento e rinviare gli atti per il prosieguo.

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