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Sentenza

Sentenza n. 3408/2026 - Roma, Sezione 2Q

per l'annullamento Per quanto riguarda il ricorso introduttivo: dell’ordinanza dirigenziale di demolizione n. 26 del 7.11.2023, Registro Generale n. 442, emessa ai sensi dell’art.19 della L.R. 15/2008; Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati da GALLOTTA MARCO il 17 giugno 2024: dell’ordinanza dirigenziale n. 26 del 7.11.2023;

Giustizia amministrativa202401461

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza dirigenziale di demolizione di opere abusive consistenti nella pavimentazione quasi totale del giardino pertinenziale e nell’asfaltatura della banchina esterna con insufficienti asole drenanti

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l’ordinanza comunale di demolizione, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare. Le opere contestate riguardavano la pavimentazione di circa 58 metri quadrati su 68 del giardino pertinenziale, con riduzione della permeabilità del suolo, e l’asfaltatura della banchina esterna, dotata di piccole asole drenanti ritenute insufficienti a evitare l’allagamento della sede stradale. Con motivi aggiunti, il ricorrente ha ulteriormente contestato la medesima ordinanza, rappresentando di avere già ripristinato la fascia drenante e di essersi rivolto al Comune per regolarizzare la pavimentazione del giardino, ritenendo poi non necessaria la presentazione di un’istanza di accertamento di conformità. Il Comune ha eccepito la tardività dei motivi aggiunti. Nel corso del giudizio il ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse al ricorso, comunicando di avere provveduto anche al ripristino della pavimentazione del giardino. Il Comune ha dato atto dell’avvenuta ottemperanza all’ordinanza e del successivo annullamento della stessa, disposto con determina n. 174 del 20 maggio 2025, a seguito dell’accertata rimozione delle opere contestate.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi dell’art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a. Il Collegio ha rilevato che entrambe le parti avevano confermato l’intervenuta rimozione delle opere abusive e che il Comune aveva annullato l’ordinanza di demolizione in esito all’accertata ottemperanza. Tale sopravvenienza ha fatto venir meno l’interesse attuale del ricorrente alla decisione di merito sull’impugnazione. Le spese di lite sono state compensate in ragione dell’esito in rito del giudizio. Le precedenti domande cautelari erano state respinte e le relative ordinanze erano state confermate dal Consiglio di Stato, ma tali statuizioni non hanno costituito oggetto della decisione definitiva.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse

    La sopravvenienza di fatti che eliminano l’interesse attuale alla decisione comporta la declaratoria di improcedibilità del ricorso.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato nel provvedimento nell’ambito della disciplina processuale applicabile alla definizione del giudizio.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio, l’atto impugnato è annullato dall’amministrazione e l’interessato ha eseguito le prescrizioni contestate, viene meno l’interesse attuale alla decisione di merito sull’impugnazione e il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
  • La sopravvenuta carenza di interesse può essere accertata sulla base delle dichiarazioni convergenti delle parti e della documentazione comprovante la rimozione delle opere oggetto dell’ordinanza impugnata.
  • La definizione del giudizio per sopravvenuta carenza di interesse può giustificare la compensazione delle spese di lite.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniAutotutelaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseAutotutela decisoria

Testo integrale

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