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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 937/2023 del 13/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Bologna che aveva confermato la condanna emessa dal Tribunale di Modena per il reato di cui all'art. 186, comma 2, lett. c) cod. strada, relativo a un accertamento effettuato a Cavezzo il 24/03/2017. Il ricorrente deduceva l'inattendibilità dell'esito dell'alcoltest per mancata omologazione e mancata revisione/taratura dell'apparecchio.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza, richiamando il consolidato orientamento secondo cui l'esito positivo dell'alcoltest costituisce prova dello stato di ebbrezza salvo che la difesa non dimostri l'assenza o l'inattualità dei controlli periodici effettuati sull'etilometro (es.: escussione del dirigente del reparto addetto ai controlli o produzione del libretto metrologico). Il ricorso non si è confrontato con tale giurisprudenza consolidata; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende, ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 186 cod. strada

    Norma penale contestata (guida in stato di ebbrezza); la condanna si fonda sull'esito positivo dell'alcoltest quale prova dello stato di ebbrezza.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che autorizza la condanna al pagamento di somme a favore della cassa delle ammende per inammissibilità del ricorso; applicata per irrogare la sanzione di euro 3.000 al ricorrente.

  • Orientamento giurisprudenziale consolidato (Sez. 4: Patruno, Carlucci, Ibnezzayer e altri)

    L'esito dell'alcoltest è ritenuto generalmente affidabile in quanto sottoposto a controlli periodici dopo omologazione e taratura; grava sulla difesa l'onere di provare l'assenza o l'inattualità di tali controlli.

  • Corte Cost. 13 giugno 2000, n. 186

    Richiamata in relazione ai profili di colpa valutati per la determinazione della somma da versare alla cassa delle ammende in caso di ricorso inammissibile.

Massime di principio

  • L'esito positivo dell'alcoltest, di norma, costituisce prova dello stato di ebbrezza; chi contesta tale prova deve offrire elementi concreti e specifici che dimostrino l'assenza o l'obsolescenza dei controlli periodici sull'etilometro.
  • Per impugnare validamente un alcoltest è utile produrre il libretto metrologico dell'etilometro o escutere il dirigente/tecnico responsabile dei controlli; mere censure generiche sulla omologazione o sulla revisione non sono sufficienti.
  • Prima di proporre ricorso in cassazione va analizzato e confrontato puntualmente il ricorso con l'orientamento consolidato della Corte di legittimità; richiamare un precedente poi superato non è idoneo a fondare l'ammissibilità.
  • La proposta di ricorso manifestamente infondata può comportare non solo l'inammissibilità ma anche la condanna alle spese e a somme in favore della cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; valutare il rischio sanzionatorio prima di proporre ricorso.
  • Nel dubbio sulla fondatezza della contestazione tecnica dell'etilometro, è preferibile acquisire preventivamente documentazione tecnica (registro controlli, tarature, omologazione) oppure richiedere accertamenti tecnici per dimostrare l'affermazione difensiva.

Testo integrale

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