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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22296/2022 del 08/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore ha impugnato l'ordinanza del GIP che, a seguito dell'opposizione dei querelanti Bozzano e Poggi alla richiesta di archiviazione per il reato di furto a carico di Paola Matteucci, aveva rigettato la richiesta di archiviazione e disposto la restituzione degli atti al Pubblico ministero con ordine di formulare imputazione per il reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle cose (art. 392 c.p.). Il Procuratore ha censurato il provvedimento asserendo che non era consentito al GIP ordinare l'imputazione per un fatto diverso da quello oggetto della richiesta di archiviazione (cioè il furto), sostenendo che l'ordine fosse abnorme e pertanto illegittimo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore. Ha confermato il principio secondo cui il GIP, nel rigettare una richiesta di archiviazione, può attribuire al fatto una diversa qualificazione giuridica ai sensi dell'art. 521, comma 1, c.p.p., e ordinare la formulazione dell'imputazione per il fatto così riqualificato, purché rimanga dentro il nucleo fattuale della notizia di reato. La Corte ha ritenuto che nel caso concreto il GIP abbia correttamente escluso il dolo di profitto inerente al furto e abbia legittimamente ritenuto che i fatti integrassero il reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle cose, quindi l'ordinanza del GIP è stata confermata nella sua efficacia e il ricorso del P.M. è stato respinto come inammissibile.

Norme richiamate

  • art. 392 cod. pen.

    Il reato individuato dal GIP come corrispondente al comportamento contestato; la Corte ha ritenuto legittimo che il GIP ordinasse la formulazione dell'imputazione con questa qualificazione quando, a suo giudizio, il dolo richiesto per il furto era carente e il fatto andava riqualificato.

  • art. 610 cod. pen.

    Citato in giurisprudenza per distinguere quando una qualificazione resa dal GIP ecceda la notizia di reato; la Corte ha richiamato precedenti che hanno annullato l'ordine del GIP limitatamente a imputazioni riferibili a fattispecie del tutto estranee alla notizia di reato.

  • art. 521 comma 1 cod. proc. pen.

    Fonte procedurale che attribuisce al GIP il potere di valutare la richiesta di archiviazione e, nell'ambito della notizia di reato, di individuare la corretta qualificazione giuridica del fatto; la Corte ha confermato che tale potere comprende la possibilità di riformulare la qualificazione giuridica e ordinare l'imputazione per la fattispecie così ravvisata.

  • art. 335 cod. proc. pen.

    Richiamato per spiegare che l'assenza di una nuova iscrizione nel registro delle notizie di reato non impedisce la riqualificazione del fatto e la formulazione dell'imputazione disposta dal GIP.

Massime di principio

  • Il GIP può, nel rigettare una richiesta di archiviazione, riqualificare giuridicamente il fatto e ordinare la formulazione dell'imputazione se la nuova qualificazione rimane ancorata al medesimo nucleo fattuale della notizia di reato.
  • Non è sufficiente la mera diversa etichettatura giuridica data dal Pubblico ministero per vincolare il GIP: il giudice ha il potere di individuare l'esatta qualificazione giuridica del fatto ai fini dell'esercizio dell'azione penale.
  • Resta illegittimo e considerato atto abnorme l'ordine di imputazione quando il GIP dispone l'imputazione per persone non indagate o per fattispecie del tutto estranee alla notizia di reato iniziale.
  • La mancanza di una nuova iscrizione nel registro delle notizie di reato (art. 335 c.p.p.) non impedisce la riqualificazione del fatto da parte del GIP e l'ordine di formulazione dell'imputazione, purché si tratti dello stesso nucleo fattuale.
  • In caso di contrasto tra P.M. e GIP sulla qualificazione, la strada corretta per il P.M. è il ricorso nelle forme previste: tuttavia il ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del GIP puo essere dichiarato inammissibile se non fondato su profili ammissibili; occorre quindi che il P.M. dimostri l'abnormità del provvedimento oltre il mero dissenso sulla qualificazione giuridica.

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