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Sentenza

Sentenza del 29/12/2020 n. 3147 - Comm. Trib. Prov. Caserta

Massima n. 161/2020 ACCERTAMENTO - utili extracontabili - ristretta base sociale - presunzione di distribuzione degli utili extracontabili - società in amministrazione giudiziaria - dimostrazione dell'estraneità alla gestione - onere della prova.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Impugnazione dell'avviso di accertamento IRPEF 2015 che attribuiva al ricorrente, in quanto socio di società a ristretta base proprietaria, utili extracontabili per quote pro rata risultanti da un maggior reddito d'impresa accertato alla società (derivante dal recupero di costi ritenuti indeducibili). Il ricorrente ha contestato la presunzione di distribuzione agli soci, deducendo l'impossibilità di controllo della gestione da parte dei soci perché la società era sottoposta ad amministrazione giudiziaria nel periodo rilevante e lamentando inoltre vizi formali relativi alla sottoscrizione dell'atto e all'assenza di prova della distribuzione effettiva.

La decisione

Il ricorso è stato accolto. La Commissione ha ritenuto documentato, tramite visura camerale, che la società era soggetta a sequestro e ad amministrazione giudiziaria nel periodo d'imposta contestato; ciò escludeva la possibilità di controllo dei soci sulla gestione e ha reso illegittima la presunzione automatica di distribuzione degli utili extracontabili. In mancanza della prova, a carico dell'Amministrazione finanziaria, dell'effettiva distribuzione agli azionisti, l'accertamento nei confronti del socio è stato annullato. Le altre censure sono state assorbite. Spese compensate.

Norme richiamate

  • art. 2697 cod. civ.

    Richiama il principio dell'onere della prova: chi asserisce fatti giuridicamente rilevanti deve darne la prova; applicato per affermare che l'Amministrazione deve dimostrare l'effettiva distribuzione degli utili.

  • art. 2727 cod. civ. (o norme processuali rilevanti)

    Normativa richiamata in tema di mezzi e regole di prova; evincibile l'uso per sottolineare limiti probatori dell'Ufficio rispetto alla presunzione.

  • art. 45 TUIR

    Norma relativa al regime fiscale degli utili da partecipazione: i redditi da partecipazione concorrono alla formazione del reddito del socio nella misura in cui sono distribuibili o effettivamente distribuiti; usata per sostenere che la tassazione degli utili extracontabili richiede prova della distribuzione.

  • art. 38 DPR 600/1973

    Norma richiamata nell'ambito dell'accertamento delle società e dei soci; interpretata dall'Ufficio per fondare la presunzione di attribuzione pro quota agli azionisti, ma la Commissione ha ritenuto che la presunzione non opera senza prova in presenza di assenza di controllo dei soci.

  • art. 7 L. 212/2000 (Statuto del contribuente)

    Richiamata in tema di dovere di motivazione dell'atto impositivo e dei limiti ricostruttivi del reddito, specie quando la ricostruzione deriva da recupero di costi e non da maggiori ricavi dichiarati.

  • D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 82 (CAD), artt. 20 e 23

    Norme sul documento informatico e validità probatoria; l'Amministrazione ha richiamato la legittimità della notifica su copia analogica munita di contrassegno per dimostrare congruità della sottoscrizione digitale.

  • art. 57, comma 3, D.lgs. n. 546/1992

    Norma processuale relativa alla sospensione dell'esecutività degli atti impugnati; richiamata nel procedimento cautelare con decreto di sospensione e successiva ordinanza di rigetto della sospensione cautelare.

  • D.Lgs. n. 472/1997, art. 5

    Richiamata dall'autore per contestare l'applicabilità delle sanzioni in assenza degli elementi soggettivi e oggettivi; utilizzata nella discussione sulle sanzioni personali al socio.

Massime di principio

  • La presunzione di attribuzione agli azionisti di utili extracontabili in società a ristretta base proprietaria non è automatica: l'Amministrazione deve provare l'effettiva distribuzione agli azionisti quando i soci non possono, per ragioni oggettive, controllare la gestione societaria.
  • Se la società è stata gestita da un amministratore giudiziario (o comunque i soci erano privi di poteri di gestione nel periodo contestato), il socio può efficacemente opporsi alla presunzione fornendo documentazione che attesti la propria estraneità alla gestione e l'impossibilità di controllo.
  • Le rettifiche fiscali basate sul recupero di costi indeducibili (anziché su ricavi nascosti) richiedono attenzione: la ricostruzione del reddito del socio presuppone prova della conseguente disponibilità di utili effettivamente distribuiti.
  • È strategico per il contribuente raccogliere e depositare documenti ufficiali (es. visure camerali, provvedimenti giudiziari, nomine di amministratori giudiziari, deleghe formali, estratti conto) che dimostrino l'assenza di poteri gestori o economie disponibili al socio nel periodo.
  • Le questioni formali relative alla sottoscrizione digitale e alla validità delle notifiche possono essere affrontate ma, se l'Amministrazione dimostra la conformità del documento informatico (es. tramite contrassegno/QR code e disposizioni di servizio valide), tali eccezioni possono essere ritenute non decisive rispetto al merito sostanziale.
  • In contenziosi simili, l'onere probatorio grava sull'Amministrazione per dimostrare la distribuzione effettiva degli utili: il contribuente deve quindi focalizzarsi sia sulla prova documentale dell'assenza di controllo sia sull'assenza di flussi economici riconducibili alla sua sfera patrimoniale.

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