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Sentenza

Sentenza del 13/12/2018 n. 8801 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Ires - Società di comodo - Beni pignorati - Sottoposti a gestione di custode giudiziale - Reddito minimo - Ricavi presunti - Sussiste.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La contestazione è stata respinta. Il pignoramento e l'affidamento dei beni a un custode giudiziale non interrompono la loro iscrizione nel bilancio della società né escludono la possibilità di conseguire ricavi, anche presunti. Pertanto, resta applicabile la disciplina delle società di comodo e il conseguente calcolo del reddito minimo presunto.

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società contestava l'applicazione dell'art. 30 della legge 23 dicembre 1994, n. 724, sostenendo che i beni pignorati, essendo affidati alla gestione di un custode giudiziale, non fossero nella sua effettiva disponibilità e non dovessero quindi concorrere alla determinazione del reddito minimo e dei ricavi presunti previsti per le società non operative.

Norme richiamate

  • Legge 23 dicembre 1994, n. 724, art. 30

    La disciplina sulle società non operative si applica anche quando i beni sociali siano pignorati e sottoposti alla gestione di un custode giudiziale, se restano iscritti nel bilancio della società e possono concorrere alla determinazione dei ricavi presunti e del reddito minimo.

Massime di principio

  • Il pignoramento di beni sociali non determina automaticamente la loro estromissione dal patrimonio o dal bilancio della società.
  • L'affidamento dei beni a un custode giudiziale non esclude, di per sé, l'applicazione della disciplina sulle società di comodo.
  • Per evitare il reddito minimo presunto, non è sufficiente dimostrare una limitazione materiale della disponibilità dei beni: occorre provare circostanze oggettive e specifiche che ne impediscano concretamente la produzione di ricavi.
  • La disciplina delle società non operative può applicarsi anche in presenza di ricavi non effettivamente incassati, quando la legge li determina in via presuntiva sulla base dei beni iscritti in bilancio.

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