Cassazione Civile, Ordinanza n. 02688/2025 del 04/02/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (contribuente)
La controversia
La controversia nasce da un giudizio di ottemperanza promosso da un contribuente per ottenere l'esecuzione di una precedente sentenza che gli aveva riconosciuto il rimborso del 90% dell'IRPEF versata in eccedenza per gli anni d'imposta 1990, 1991 e 1992, in applicazione della normativa speciale per i soggetti colpiti dal sisma del 1990. L'Amministrazione finanziaria, costituitasi nel giudizio di ottemperanza, aveva sostenuto che il contribuente non potesse beneficiare del rimborso perché partecipante ad attività d'impresa e, soprattutto, aveva invocato lo ius superveniens di cui all'art. 1, comma 665, l. 190/2014, come modificato dall'art. 16-octies d.l. 91/2017, che prevede limiti quantitativi ai rimborsi, riduzione del 50% delle somme dovute e cessazione dei rimborsi all'esaurimento delle risorse. Il motivo di ricorso per cassazione denunciava la violazione di tale disciplina, assumendo che la CTR, decidendo sull'ottemperanza dopo l'entrata in vigore della modifica normativa, avrebbe dovuto applicare i nuovi limiti di spesa anche al procedimento esecutivo in corso, a prescindere dalla data di instaurazione del giudizio di ottemperanza.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate. Ha ritenuto infondato il motivo perché la disciplina sopravvenuta sui limiti al rimborso non incide sul diritto sostanziale già accertato, ma solo sulla fase procedimentale di attuazione del rimborso, che rileva in sede di ottemperanza. Tuttavia, secondo la giurisprudenza richiamata, lo ius superveniens trova applicazione solo ai giudizi di ottemperanza instaurati dopo la sua entrata in vigore. Poiché nel caso concreto il ricorso per ottemperanza era stato proposto nel 2015, quindi prima del d.l. 91/2017, la CTR correttamente non ha applicato la nuova normativa, anche se la decisione sull'ottemperanza è intervenuta successivamente. Nessuna pronuncia sulle spese per mancata difesa dell'intimato.
Norme richiamate
art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.
È richiamato come parametro del motivo di ricorso per violazione e falsa applicazione di legge.
art. 70, comma 10, d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546
Il ricorso per cassazione contro la sentenza resa nel giudizio di ottemperanza è ammissibile non solo per violazioni delle norme proprie di quel giudizio, ma anche per altri errori in procedendo, inclusi il mancato o difettoso esercizio del potere-dovere di integrare il giudicato o l'omesso esame di questioni che dovevano essere trattate in ottemperanza.
art. 1, comma 665, l. 23 dicembre 2014, n. 190
La norma, come modificata, disciplina i limiti di spesa e le modalità di erogazione dei rimborsi, con riduzione percentuale del 50% e cessazione dei rimborsi una volta esaurite le risorse stanziate.
art. 16-octies d.l. 20 giugno 2017, n. 91, conv. in l. 3 agosto 2017, n. 123
La modifica ha introdotto limiti quantitativi e procedimentali ai rimborsi, applicabili secondo la Corte solo ai giudizi esecutivi/di ottemperanza instaurati dopo la sua entrata in vigore.
provvedimento direttoriale Agenzia delle entrate n. 195405 del 26 settembre 2017
Attua la disciplina dei limiti di spesa prevedendo la riduzione del 50% e l'ordine di erogazione dei rimborsi fino a capienza delle somme stanziate.
art. 9, comma 17, l. 27 dicembre 2002, n. 289
È la base normativa della pretesa restitutoria riconosciuta dalla sentenza da ottemperare.
d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater
La Corte rileva che non si applica il raddoppio del contributo unificato in presenza di amministrazione pubblica ammessa alla prenotazione a debito e soccombente.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza il ricorso per cassazione può denunciare non solo violazioni del procedimento in senso stretto, ma anche errori in procedendo consistenti nel mancato o difettoso esercizio del potere-dovere del giudice di dare attuazione al giudicato e di esaminare le questioni rilevanti per l'esecuzione del comando giudiziale.
- La disciplina sopravvenuta che introduce limiti quantitativi o modalità di pagamento dei rimborsi non modifica il titolo sostanziale del diritto già accertato, ma regola la sola fase di attuazione/esecuzione del rimborso.
- Quando una legge sopravvenuta disciplina il procedimento di esecuzione del rimborso senza prevedere una transitoria diversa, essa si applica ai soli giudizi di ottemperanza instaurati dopo la sua entrata in vigore, non a quelli già introdotti.
- Ai fini dell'applicazione dello ius superveniens rileva la data di proposizione del ricorso per ottemperanza e non la data in cui il giudizio è definito o il titolo giudiziale che ha riconosciuto il diritto al rimborso.
- Se il ricorso per ottemperanza è stato introdotto prima dell'entrata in vigore della normativa sopravvenuta, il giudice dell'ottemperanza non può applicare i nuovi limiti di spesa o le nuove percentuali di riduzione previsti dalla disciplina successiva.
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