Cassazione Penale, Sentenza n. 10762/2025 del 18/03/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti impugnano il decreto che ha confermato la confisca patrimoniale disposta dal Tribunale di Bari nei confronti di NDREKAJ Xhevahir su beni intestati formalmente a familiari conviventi. Le censure contestano: carenza e apparente motivazione circa la sussistenza e l'attualità della pericolosità generica del proposto; l'inesistenza di lucrogeneticità degli acquisti (in particolare l'immobile di via Petruzzellis, per il quale è intervenuta assoluzione, e l'immobile di via XX maggio con tracciabilità dei 21.000 euro versati); la sproporzione rispetto alla capacità reddituale del nucleo familiare; il mancato accoglimento della prova richiesta (perizia contabile). Si deduce altresì vizio di motivazione rispetto alla valutazione dei fatti e alla prova dei capitali impiegati.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato in relazione al profilo preliminare della pericolosità generica del proposto. Ha rilevato una carenza motivazionale della Corte territoriale: mancata indicazione precisa della tipologia e degli elementi di fatto dei reati (oltre l'enunciazione dei rinvii a giudizio) necessari a sostenere la pericolosità generica secondo i parametri consolidati. Per tali ragioni il provvedimento impugnato è stato annullato con rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Bari per un nuovo giudizio; le altre censure sono rimandate alla valutazione del giudice di merito nel nuovo giudizio.
Norme richiamate
d.lgs. n. 159/2011, art. 1, comma 1, lett. b)
La Corte richiama l'art.1 lett. b) per la nozione di pericolosità generica; sottolinea che per applicare misure di prevenzione basate su tale pericolosità occorrono elementi di fatto precisi e puntuali che dimostrino abitualità dei delitti, profitti effettivamente generati e che i reati siano stata l'unica o rilevante fonte di reddito
disp. att. cod. proc. pen., art. 173, comma 1
Richiamato in relazione ai limiti dei motivi di ricorso (domande comuni ai ricorrenti e limiti dell'impugnazione)
d.lgs. n. 151/2011, artt. 20 e 24
Richiamati dai difensori a sostegno della liceità dell'acquisto dell'immobile di via XX maggio; la Corte di Cassazione non decide nel merito su tali specifiche contestazioni ma rimette la valutazione al giudice di rinvio
sentenza Corte costituzionale n. 24/2019
Usata per richiamare l'esigenza di un elevato standard di legalità e di motivazione nel procedimento di prevenzione, che impone indicazione precisa degli elementi di fatto su cui si fonda la pericolosità
Corte EDU, Grande Camera, De Tommaso c. Italia, 23/02/2017
Richiamata per orientare l'interpretazione restrittiva dei presupposti delle misure di prevenzione nei confronti dei cosiddetti pericolosi generici e per la necessità di valutazioni oggettive e circostanziate
Massime di principio
- Per disporre misure di prevenzione fondate sulla pericolosità generica il giudice deve indicare con precisione gli elementi di fatto e i reati che giustificano il giudizio, non bastano enunciazioni generiche o il mero riferimento a rinvii a giudizio.
- Il giudice della prevenzione può valutare autonomamente fatti anche non definitivamente accertati in sede penale, ma l'accertamento deve fondarsi su elementi storicamente apprezzabili e ben motivati; le assoluzioni non escludono automaticamente la misura, ma richiedono una motivazione puntuale se si intende comunque ritenere la pericolosità.
- Per ricollegare beni a provenienza illecita vanno dimostrati, con adeguata motivazione, la lucrogeneticità degli illeciti e il nesso temporale/funzionale con gli acquisti; la mera intestazione a terzi non è di per sé sufficiente.
- Non è sufficiente basarsi su informazioni di banche dati o su meri sospetti: occorrono elementi aggiornati e circostanziati che non risultino smentiti da esiti processuali rilevanti.
- Se la difesa indica elementi probatori decisivi (es. tracciabilità di somme, documentazione contabile) il giudice di merito deve valutare la necessità di ulteriori accertamenti, inclusa l'eventuale perizia contabile; in presenza di carenze motivazionali o dubbi sostanziali è probabile l'annullamento con rinvio.
- In caso di confisca di beni intestati a familiari conviventi va svolta specifica istruttoria sulla natura della titolarità e sulle effettive disponibilità economiche del nucleo familiare prima di confermare la misura.
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