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Cassazione Penale, Ordinanza n. 07568/2025 del 25/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto immune da censure la motivazione della Corte d'appello sulla mancata applicazione delle pene sostitutive, perché sorretta da una valutazione discrezionale fondata sui criteri dell'art. 133 c.p. e non illogica. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la condanna per evasione dal luogo di detenzione domiciliare. Ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione per la mancata applicazione in appello delle pene sostitutive previste dall'art. 53 e seguenti della legge n. 689 del 1981, sostenendo che la pena detentiva inflitta dovesse essere sostituita. La Corte di cassazione ha ritenuto il motivo manifestamente infondato, rilevando che la Corte territoriale aveva escluso i presupposti per la sostituzione sulla base di elementi prognostici negativi: inaffidabilità dell'imputato, violazione delle prescrizioni connesse alla detenzione domiciliare, lungo periodo di detenzione ancora da espiare per altra causa e numerosi precedenti penali, anche successivi al fatto.

Norme richiamate

  • art. 53 ss. l. n. 689/1981

    Le pene sostitutive delle pene detentive brevi non sono dovute automaticamente: la loro applicazione richiede una valutazione discrezionale del giudice sui presupposti e sulla prognosi favorevole.

  • art. 133 c.p.

    Il giudizio sulla concedibilità delle pene sostitutive è vincolato alla valutazione dei criteri di gravità del reato e di capacità a delinquere; se adeguatamente motivato, non è sindacabile in cassazione.

  • d.lgs. 10 ottobre 2022 n. 150

    Le modifiche introdotte dalla riforma non eliminano il potere discrezionale del giudice nella valutazione dei presupposti per le pene sostitutive.

  • art. 385 c.p.

    Norma incriminatrice del reato di evasione, richiamata come titolo di condanna oggetto del giudizio di legittimità.

  • art. 616 c.p.p.

    La declaratoria di inammissibilità comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • In tema di pene sostitutive delle pene detentive brevi, il giudice deve effettuare una valutazione discrezionale fondata sui criteri dell'art. 133 c.p.; la sostituzione non può essere imposta se la prognosi è negativa.
  • La decisione di diniego delle pene sostitutive è insindacabile in cassazione quando sia sorretta da motivazione non apparente e logicamente coerente, anche dopo la riforma introdotta dal d.lgs. n. 150 del 2022.
  • La valutazione prognostica negativa può legittimamente fondarsi su elementi quali la violazione delle prescrizioni cautelari o alternative, la persistenza di una significativa capacità a delinquere e la presenza di precedenti penali, anche successivi al fatto.
  • L'inammissibilità del ricorso per manifesta infondatezza del motivo determina la condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniPene sostitutiveEvasione
RamiProcesso penaleEsecuzione penaleReati contro l'amministrazione della giustizia
IstitutiPrescrizione del reato

Testo integrale

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