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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38822/2024 del 22/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la conferma delle condanne per estorsione pluriaggravata: contestavano la valutazione della Corte d'appello per non avere adeguatamente considerato il contenuto delle registrazioni audio e delle immagini di videosorveglianza, la mancata valutazione della reale portata intimidatoria della condotta dello Zaccheroni alla luce delle circostanze concrete e del profilo soggettivo della persona offesa (G. Savoia), e la sussistenza dell'aggravante della "più persone riunite" in capo allo Spataro, il quale sosteneva di essere stato presente solo per breve tempo in qualità di conducente e di essere estraneo alle minacce contestate.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto i ricorsi fondati in parte. Ha confermato la responsabilità dello Zaccheroni per estorsione (la sentenza di merito è stata considerata complessivamente coerente e sostenuta da adeguata motivazione, anche alla luce della pregressa minaccia del mandatario Greggi e della "fama" criminale richiamata dall'imputato). Tuttavia, la Cassazione ha annullato con rinvio la decisione limitatamente alla valutazione del concorso e dell'aggravante della "più persone riunite" nei confronti di Spataro Alessandro, perché la Corte d'appello non si è confrontata in modo adeguato e motivato con i rilievi difensivi concernenti la presenza, il ruolo concreto e la condotta di Spataro (anche alla luce delle registrazioni e delle immagini), rimandando la questione ad altra Sezione della Corte d'appello di Bologna per un nuovo esame. La Corte ha inoltre ribadito principi di diritto: l'estorsione può realizzarsi anche con minacce implicite/indirette e la consegna "controllata" o l'intervento delle forze dell'ordine non escludono la consumazione del reato.

Norme richiamate

  • art. 629 cod. pen.

    comma secondo (circostanze aggravanti)

    Definisce il reato di estorsione e le aggravanti. La Corte ricorda che l'estorsione è integrata da condotte minacciose anche implicite e che la consumazione non è esclusa dall'iniziativa della vittima di allertare le forze dell'ordine o dalla successiva consegna "controllata" del denaro

  • art. 628 cod. pen.

    comma terzo, n. 1 (richiamato in relazione all'aggravante della pluralità di persone)

    Richiamato in rapporto all'aggravante "più persone riunite"; la sentenza evidenzia che l'applicazione dell'aggravante richiede prova della concreta collaborazione o della condivisa partecipazione all'azione intimidatoria e non può fondarsi su mere assunzioni non adeguatamente motivate

  • art. 114 cod. pen.

    Norma sulla circostanza attenuante. Nel caso di specie il Tribunale aveva riconosciuto per Spataro un'attenuante ex art. 114 che era stata ritenuta prevalente sul carico aggravatorio; la Cassazione non ha annullato questa valutazione di merito ma ha chiesto un riesame della sussistenza dell'aggravante riferita alla pluralità di persone

  • art. 56 cod. pen.

    Riferito in tema di concorso di persone nel reato e valutazione delle circostanze; la Corte richiama l'esigenza di motivazione specifica quando si attribuisce il concorso a chi ha ruolo occasionale o marginale

Massime di principio

  • La condotta minacciosa idonea a integrare l'estorsione può essere anche indiretta, implicita o allusiva: non è necessario un linguaggio esplicitamente violento perché venga integrato il reato, purché siano ravvisabili elementi idonei a coartare la volontà della vittima nella situazione concreta.
  • La collaborazione della vittima con le forze dell'ordine, la registrazione delle conversazioni e la consegna "controllata" del denaro non escludono la consumazione dell'estorsione; possono, tuttavia, incidere sulla valutazione della dinamica fattuale e dell'attendibilità delle dichiarazioni, che va comunque adeguatamente motivata.
  • In presenza di una doppia conforme (stessi risultati in primo e secondo grado) la Cassazione è limitata nell'esame di merito: non rivede i fatti quando la motivazione di merito è complessivamente coerente, salvo omissioni o carenze motivazionali su punti decisivi (es. mancata valutazione puntuale di registrazioni o prova diretta).
  • L'aggravante della "più persone riunite" richiede prova che la pluralità abbia effettivamente concorso all'azione intimidatoria: la mera presenza o il ruolo di semplice accompagnatore non bastano, e il giudice deve motivare in modo specifico il nesso tra la condotta cooperativa e l'intento estorsivo.
  • Se il giudice d'appello omette di confrontarsi in modo specifico e motivato con elementi probatori rilevanti indicati dalla difesa (es. trascrizioni, audio, video), la Cassazione può disporre annullamento parziale e rinvio affinché il giudice di merito valuti nuovamente quei profili.

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