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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46554/2024 del 18/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza del Tribunale di Napoli che, nell'ambito di un incidente di esecuzione relativo a un immobile abusivo frazionato in 23 unità, aveva rigettato la loro istanza di revoca degli ordini di demolizione per le unità da loro acquistate (5° piano, int. 19). Hanno dedotto inosservanza o erronea applicazione di norme penali e di altre norme rilevanti (art. 606, comma 1, lett. b, cod. proc. pen.), sostenendo tra l'altro: l'effetto ripristinatorio (non punitivo) della demolizione; il pregiudizio arrecato a soggetti diversi dall'autore dell'abuso e a distanza di tempo; l'affidamento legittimo generato da atti di pubblici ufficiali (notaio, banca, Comune); la violazione del principio di proporzionalità rispetto al diritto all'abitazione; la rilevanza del permesso di costruire in sanatoria rilasciato a loro nome come titolo valido.

La decisione

I ricorrenti hanno dichiarato rinuncia al gravame con atto del 11 novembre 2024. La Corte ha ritenuto la rinuncia tempestiva e ha dichiarato il ricorso inammissibile. Conseguentemente i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e a versare la somma di euro 500,00 in favore della cassa delle ammende, in applicazione dell'art. 616 cod. proc. pen. e secondo la prassi giurisprudenziale che comprende la rinuncia all'impugnazione tra le ipotesi di inammissibilità.

Norme richiamate

  • decreto-legge n. 137 del 2020, art. 23, comma 8

    Norma richiamata come base per le conclusioni rese dal Procuratore Generale in Cassazione; disciplina la partecipazione e le conclusioni del Procuratore Generale nei procedimenti di legittimità.

  • art. 606, comma 1, lett. b, cod. proc. pen.

    Individua tra i motivi di ricorso per cassazione l'inosservanza o erronea applicazione della legge penale o di altre norme rilevanti; i ricorrenti hanno fondato il motivo di cassazione su tale lett. b.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la sanzione pecuniaria collegata all'inammissibilità del ricorso; la Corte la applica anche nelle ipotesi di inammissibilità per rinuncia all'impugnazione.

  • art. 591 cod. proc. pen.

    Disciplina le ipotesi di inammissibilità dell'impugnazione; la giurisprudenza ricomprende nella nozione di inammissibilità anche la rinuncia all'impugnazione, richiamata dalla Corte.

Massime di principio

  • La rinuncia all'impugnazione, se tempestiva, determina l'inammissibilità del ricorso in Cassazione e comporta normalmente condanna alle spese e applicazione della sanzione pecuniaria prevista dall'art. 616 c.p.p.
  • Nelle controversie su ordini di demolizione per abusi edilizi, il giudice valuta l'eventuale invocazione del principio di proporzionalità e dell'affidamento legittimo, ma la mera esistenza di atti amministrativi o di rapporti contrattuali non garantisce automaticamente la permanenza del titolo edilizio se il permesso o il condono risultano illegittimi o elusivi.
  • I permessi di costruire rilasciati da soggetti estranei all'abuso o i condoni parziali possono essere considerati illegittimi dalla giurisprudenza se eludono la finalità di tutela prevista dalla normativa; l'acquirente che acquista con istanze di condono pendenti corre il rischio che il titolo non si consolidì.
  • Chi acquista un immobile eventualmente gravato da abusi edilizi dovrebbe compiere una diligente verifica preventiva (stato delle istanze di condono, titolarità delle domande, eventuali ordini di demolizione) perché la conoscenza del pregiudizio può incidere sull'esito di eventuali impugnazioni.
  • L'azione di incidente di esecuzione per ottenere la revoca di un ordine di demolizione richiede elementi probatori solidi su proporzionalità, legittimo affidamento e validità del titolo sanante; in mancanza, l'istanza può essere respinta e le impugnazioni successive vanificabili, specialmente se vengono poi rinunciate.

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