Cassazione Penale, Sentenza n. 46544/2024 del 18/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione articolato in tre motivi: (1) violazione di legge e vizio di motivazione per non aver valutato correttamente l'applicabilità dell'art. 94-bis, comma 3-bis, d.P.R. n. 380/2001 (sostenendo che le opere fossero di minore rilevanza e dunque esentabili dall'autorizzazione sismica); (2) violazione degli artt. 157 e 158 c.p. e vizio di motivazione, con doglianza sulla decorrenza del termine prescrizionale e contestazione della data di esecuzione delle opere (sostenendo che l'accertamento del 10.03.2021 non dimostrava che i lavori fossero stati eseguiti in epoca recente, per cui sarebbe potuta intervenire la prescrizione); (3) violazione degli artt. 62-bis, 163, 175 e 131-bis c.p., deducendo l'applicabilità delle circostanze attenuanti generiche, la causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p., e chiedendo benefici come la sospensione condizionale della pena e la non menzione per lo stato di incensuratezza e la modesta entità delle opere.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha confermato l'esito del giudizio di merito: il Tribunale di Messina aveva dichiarato Blancato responsabile del reato previsto dagli artt. 93, 94, 95 del d.P.R. n. 380/2001 (capo b) per aver eseguito opere senza la prescritta autorizzazione regionale, condannandolo a 400 euro di ammenda; aveva inoltre disposto il non doversi procedere per il capo a) per intervenuta sanatoria e per il capo c) per accertamento di conformità paesaggistica. La Corte ha ritenuto inammissibili i tre motivi perché consistono in critiche alle risultanze istruttorie non ammesse in sede di legittimità: (1) l'esclusione dell'art. 94-bis è motivata dal Tribunale con le dichiarazioni del teste Maiorana e dalla qualificazione dell'opera in zona sismica, non risultando che si tratti di interventi di "minore rilevanza"; (2) il reato di cui all'art. 95 d.P.R. n. 380/2001 ha natura di reato permanente e risultava in corso al momento dell'accertamento del 10.03.2021, quindi la doglianza prescrizionale richiederebbe una rivalutazione fattuale non consentita in Cassazione; (3) le istanze relative alle attenuanti generiche, alla sospensione condizionale e alla non menzione non erano state formulate in modo specifico in sede di merito e la domanda relativa all'art. 131-bis non è stata adeguatamente argomentata con l'indicazione dei presupposti, così che il motivo è generico. Conseguentemente la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese e a una sanzione pecuniaria ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
artt. 93, 94, 95 d.P.R. n. 380/2001
Le norme regolano i reati edilizi relativi alla realizzazione di opere senza preventiva autorizzazione; la Corte ha confermato che le opere oggetto del procedimento rientravano nelle fattispecie punibili e, in particolare, ha richiamato la natura di reato permanente dell'art. 95.
art. 94-bis d.P.R. n. 380/2001 (lett. b) e c))
La disposizione prevede esenzioni per interventi di minore rilevanza rispetto all'obbligo di autorizzazione sismica; la Corte ha ritenuto che il Tribunale avesse valutato correttamente la non applicabilità dell'esenzione sulla base delle risultanze istruttorie e che la presunta classificazione come intervento di minore rilevanza fosse mera asserzione del ricorrente.
art. 44 d.P.R. n. 380/2001
Norma citata in relazione al capo a) per il quale il Tribunale ha dichiarato il non doversi procedere per intervenuta sanatoria.
art. 181 d.lgs. 42/2004
Norma in materia di vincoli paesaggistici; il Tribunale ha ritenuto non procedibile il capo c) per intervenuto accertamento di conformità paesaggistica.
artt. 157 e 158 cod. pen.
Norme sul termine di prescrizione; il ricorrente le invocava per sostenere l'estinzione del reato, ma la Corte ha richiamato la qualificazione del reato come permanente rilevando che la doglianza imponeva una rivalutazione fattuale non consentita in Cassazione.
artt. 62-bis, 163, 175 e 131-bis cod. pen.
Norme riguardanti attenuanti, misure alternative e la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis). La Corte ha richiamato il principio secondo cui il riconoscimento delle attenuanti o dei benefici richiede specifica istanza e motivazione; l'art. 131-bis può essere rilevato d'ufficio ma la relativa doglianza deve essere adeguatamente argomentata con l'indicazione dei presupposti.
art. 581 cod. proc. pen.
Norma che richiede un confronto critico con le argomentazioni del giudice di merito nelle impugnazioni per cassazione; la Corte ha ritenuto che il ricorrente non abbia effettuato tale confronto.
art. 129 cod. proc. pen.
Richiamato in relazione alla rilevabilità d'ufficio di cause di proscioglimento come l'art. 131-bis.
art. 616 cod. proc. pen.
Norma che disciplina la condanna al pagamento delle spese e delle sanzioni pecuniarie in caso di inammissibilità del ricorso; la Corte ha applicato tale disposizione e valutato l'assenza di assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
Massime di principio
- In Cassazione non è ammessa una rivalutazione libera delle prove: i motivi che si limitano a contestare la valutazione delle risultanze istruttorie senza confronto critico e argomentato sono inammissibili.
- Il reato edilizio di cui all'art. 95 d.P.R. 380/2001 è considerato reato permanente: la consumazione dura finché l'opera non è terminata, denunciata o autorizzata, quindi l'accertamento in corso d'opera può escludere la prescrizione.
- Le eccezioni relative all'applicabilità di esenzioni tecniche (es. art. 94-bis) devono essere provate e specificamente confrontate con i criteri normativi; semplici asserzioni non sono sufficienti in Cassazione.
- Le circostanze attenuanti generiche, la sospensione condizionale della pena, la non menzione e la causa di non punibilità ex art. 131-bis richiedono che la difesa le formuli espressamente e le argomenti nel giudizio di merito; l'omissione di tali richieste può precluderne la successiva deduzione in Cassazione.
- L'art. 131-bis può essere rilevato d'ufficio, ma se invocato in ricorso occorre indicare e dimostrare i presupposti di fatto e di diritto per la sua applicazione; doglianze generiche sono inammissibili.
- Per impugnare efficacemente una sentenza penale in Cassazione è necessario confrontarsi criticamente con la motivazione del giudice di merito e proporre argomentazioni giuridiche precise volte a mostrare errori di diritto o vizio logico nella motivazione.
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