Ordinanza n. 941/2026 - Roma, Sezione 5Q
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento di diniego prot. n. 983, emesso dall'Ambasciata d'Italia a Yaoundè (Camerun) del 21/10/2025, notificato a mani dell'interessata il 30/10/2025, per le ragioni indicate in narrativa del presente Atto e, per l'effetto, annullare tale provvedimento; 2) nonché annullare ogni altro atto comunque preordinato e/o connesso e/o conseguenziale al provvedimento sopra impugnato, se e in quanto lesivo dei diritti ed interessi della ricorrente, sebbene non conosciuto alla data odierna; - previa adozione delle misure cautelari ritenute più opportune, come meglio dettagliate nella parte IN DIRITTO dell'odierno Atto;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di rilascio del visto d'ingresso emesso dall'Ambasciata d'Italia a Yaoundé
Esito
Favorevole al ricorrente (richiedente visto)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha impugnato il diniego consolare di visto d'ingresso, chiedendone l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, nonché l'annullamento degli eventuali atti connessi e conseguenziali. Dal testo risultano puntuali deduzioni della parte ricorrente, ritenute idonee a giustificare un riesame dell'istanza, ma non sono specificati i singoli vizi di legittimità dedotti né le ragioni sostanziali del diniego.
La decisione
Il TAR ha accolto la domanda cautelare non mediante sospensione diretta degli effetti del diniego o rilascio immediato del visto, ma ai fini del motivato riesame della domanda. L'Amministrazione dovrà procedere a un riesame immediato del diniego, previo colloquio con la ricorrente, alla luce delle puntuali deduzioni formulate in giudizio. Il giudizio è stato rinviato alla camera di consiglio del 28 aprile 2026 per la prosecuzione; le spese sono state riservate alla decisione definitiva.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
La norma è richiamata quale base della domanda e della decisione cautelare; il TAR ha ritenuto sussistenti i presupposti per una misura cautelare di riesame.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato per disporre l'oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati, unitamente alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, quale fondamento dell'oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- In sede cautelare, il giudice amministrativo può accogliere l'istanza ai fini del motivato riesame dell'atto impugnato, senza sostituirsi all'amministrazione nell'adozione della decisione finale.
- Quando le deduzioni della parte ricorrente evidenziano elementi meritevoli di nuova valutazione, il riesame cautelare può essere subordinato allo svolgimento di un colloquio con l'interessato, se funzionale a una decisione amministrativa effettivamente motivata.
- L'accoglimento cautelare finalizzato al riesame non equivale all'annullamento dell'atto impugnato né impone necessariamente l'adozione del provvedimento favorevole richiesto, lasciando all'amministrazione il potere di rideterminarsi nel rispetto dell'obbligo di motivazione.
Come è indicizzato
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