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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5052/2024 del 05/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato il reclamo avverso il diniego della declassificazione dal circuito AS3 (alta sicurezza) e la ricollocazione in reparto di media sicurezza. Il ricorrente denunciava violazione dell'art. 14 della legge n. 354/1975 in relazione agli artt. 35-bis e 69 della stessa legge, nonché violazione dell'art. 27 Cost. e degli obblighi procedurali della legge n. 241/1990 (art. 3). Sosteneva che il Magistrato di sorveglianza e il Tribunale si erano rifiutati di sindacare la legittimità dell'assegnazione amministrativa e non avevano verificato la lesione del diritto a un trattamento rieducativo individualizzato; inoltre lamentava una presunta anomalia procedurale legata al mutamento del parere del Gruppo di osservazione e trattamento dopo acquisizione del parere della DDA.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che le determinazioni di collocazione dei detenuti nei diversi circuiti carcerari rientrano nell'ambito della discrezionalità amministrativa dell'amministrazione penitenziaria e sono sindacabili dal giudice solo se emerge una violazione dei criteri normativi o procedurali tale da integrare una lesione di diritti soggettivi. Nel caso concreto non sono state dimostrate violazioni procedurali né una concreta lesione di diritti: le argomentazioni del ricorrente si limitavano a contestazioni di merito (valutazione degli indicatori a favore o contro) e ad asserzioni generiche; il mutamento del parere del GOT dopo il parere della DDA è stato ritenuto fisiologico e non anomalo. Segue condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • Legge 26 luglio 1975, n. 354 (Ordinamento penitenziario)

    art. 14; art. 35-bis; art. 69, comma 6, lett. b)

    Le assegnazioni ai circuiti carcerari sono attribuite all'amministrazione penitenziaria (potere discrezionale). Tuttavia gli atti di assegnazione sono sindacabili in sede giurisdizionale quando la loro adozione avviene in violazione di criteri normativi/regolamentari e tale violazione determina un effettivo pregiudizio o lesione di diritti soggettivi (art. 69, comma 6, lett. b).

  • Costituzione

    Richiiamo al principio del trattamento rieducativo della pena; usato come parametro di riferimento per valutare se l'assegnazione determini ingiustificata lesione del diritto a un trattamento rieducativo individualizzato.

  • Legge 7 agosto 1990, n. 241

    Richiamata dalla difesa per presunte violazioni dei principi di buona amministrazione e trasparenza; la Corte ha ritenuto che non siano emerse irregolarità procedurali tali da invalidare il provvedimento amministrativo.

  • Codice di procedura penale

    art. 606, comma 1, lett. b) e lett. c)

    Norme invocate come motivi di ricorso per cassazione (vizi di motivazione e violazione di legge); la Corte ha ritenuto i censure infondate perché il ricorrente non ha dimostrato violazioni concrete.

  • Disposizioni di attuazione del codice di procedura penale

    art. 173 disp. att. c.p.p.

    Richiama i limiti nella esposizione del motivo in cassazione (sintesi nei limiti necessari); il ricorso è stato esaminato nei limiti consentiti.

  • Giurisprudenza della Corte di cassazione

    Sez. 1, sent. n. 16911 del 21/12/2017 (Fabiano) e altri precedenti richiamati

    Principio consolidato secondo cui l'assegnazione a circuito di sicurezza è sindacabile solo se vi è inosservanza dei criteri generali di destinazione che produca una lesione del diritto al trattamento comune; la Corte ha applicato tale principio al caso concreto.

Massime di principio

  • Le decisioni di assegnazione dei detenuti ai diversi circuiti carcerari rientrano nella discrezionalità dell'amministrazione penitenziaria e non sono sindacabili in via automatica dal giudice; il sindacato giurisdizionale è ammesso solo se si dimostra una violazione di legge o di procedimento che produca una concreta lesione di diritti soggettivi.
  • Le contestazioni di merito rispetto alla valutazione degli elementi di pericolosità (es. peso di un parere investigativo) sono, di norma, riservate all'amministrazione e non costituiscono di per sé motivo sufficiente per ottenere il riesame giudiziale dell'assegnazione.
  • Per ottenere accoglimento di un reclamo è necessario documentare specifiche violazioni procedurali (mancata istruttoria, difetto di motivazione, violazione del contraddittorio ove previsto) o dimostrare che l'assegnazione ha determinato un 'attuale e grave pregiudizio' nell'esercizio di un diritto soggettivo (es. diritto a un trattamento rieducativo adeguato).
  • Anomalie formali o cambi di parere all'interno della procedura amministrativa (es. mutamento del parere del GOT) vanno provate come tali: il semplice fatto del mutamento non è di per sé sufficiente a dimostrare illegittimità se risulta motivato e compatibile con esigenze di sicurezza.
  • In fase di impugnazione conviene concentrare l'azione su elementi concreti e documentati: acquisire atti del procedimento amministrativo (verbali GOT, motivazioni, pareri della DDA), produrre consulenze medico-psicologiche o di altro tipo che attestino la necessità di un trattamento diverso, e segnalare eventuali omissioni o violazioni procedurali chiaramente identificabili.

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