Cassazione Penale, Sentenza n. 27379/2022 del 14/07/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
La società ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Isernia che aveva rigettato il riesame avverso il decreto del GIP di sequestro preventivo finalizzato alla confisca di euro 250.000 ritenuti provento di autoriciclaggio riconducibile a Davide Iavarone. Si contestava: 1) la mutazione del fatto e la violazione del principio della domanda cautelare per avere il Gip ritenuto unificabili in unico disegno reato originarie condotte autonome; 2) la carenza di fumus commissi delicti e vizio di motivazione circa la provenienza illecita delle somme e il mancato accertamento incidentale del reato presupposto; 3) insufficiente motivazione sul periculum in mora e errata giustificazione della misura; 4) omessa valutazione della qualifica di terzo in buona fede della società ai sensi di art. 648-quater c.p.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso e condannato la ricorrente alle spese. La Corte ha ritenuto infondati tutti i motivi: ha confermato che il giudice delle misure cautelari può, nelle indagini preliminari, riqualificare il fatto pur nei limiti degli elementi dedotti; ha ritenuto sufficiente il fumus del reato per il sequestro preventivo richiedendo una valutazione di astratta sussumibilità e richiamando le condanne pregresse di Iavarone e gli elementi indiziari raccolti; ha affermato che il reato di riciclaggio/autoriciclaggio e il reimpiego possono essere realizzati mediante pluralità di atti anche diluiti nel tempo e che la vendita del bene e il conflusso del prezzo nella compagine societaria possono integrare l autoriciclaggio; ha inoltre escluso la qualifica di terzo in buona fede della società sulla base dei molteplici indizi di collegamento con Iavarone (rapporti personali e lavorativi, versamenti sospetti, prestito incongruo di Fausto Iavarone). Eventuali imprecisioni formali della motivazione del GIP (riferimento al sequestro probatorio) sono state considerate emendabili e non idonee ad annullare il provvedimento.
Norme richiamate
D.L. n.137/2020, art. 23 comma 8
Predisposto il contraddittorio cartolare per la trattazione in sede cautelare alle condizioni indicate dal decreto; utilizzato per la trattazione del riesame nel caso di specie.
art. 648-ter c.p. (riciclaggio / autoriciclaggio)
La Corte ha ritenuto che la condotta di autoriciclaggio possa essere costituita da pluralità di atti anche leciti compiuti nel tempo purché riconducibili a un unico obiettivo di occultamento della provenienza illecita. La consumazione può coincidere con la rivendita del bene e il reimpiego del prezzo.
art. 648-quater c.p. (confisca e terzo in buona fede)
Per escludere la responsabilità del terzo è necessario che costui non abbia tratto vantaggi dall illecito e che, con la diligenza richiesta, non potesse conoscere l'origine illecita; nel caso la Corte ha ritenuto che sussistessero indizi contrari alla buona fede della società.
art. 125 comma 3 c.p.p. (motivazione provvedimenti cautelari)
Richiesta di motivazione non viziata da errori radicali; la Corte ha escluso vizi motivazionali non qualificabili come violazioni dell art.125, comma 3 che annullerebbero il provvedimento.
art. 309 c.p.p., comma 9
Riguarda la completezza della motivazione del provvedimento; la Corte ha ritenuto che le inesattezze del Gip non fossero omissioni irrimediabili ma errori emendabili.
art. 324 c.p.p., comma 7
Norma processuale richiamata in tema di impugnazioni e motivazione; la Corte ha considerato che l'errore del Gip non inficia la legittimità della misura quando il Tribunale del riesame abbia potuto correggerlo.
art. 240 c.p. (misure nei confronti di terzi)
Citata nella discussione sul fatto che il terzo estraneo al reato non può subire la misura se non ha ricavato vantaggi; la Corte ha applicato i criteri giurisprudenziali per escludere la buona fede.
Massime di principio
- In materia di sequestro preventivo il giudice delle misure cautelari può riqualificare il fatto descritto nell'atto di accusa nella fase delle indagini preliminari, purché non ponga a fondamento un fatto completamente diverso.
- Per il sequestro preventivo finalizzato alla confisca è sufficiente il fumus commissi delicti inteso come astratta sussumibilità del fatto in una fattispecie di reato; non è richiesta la prova piena dei gravi indizi come nel processo principale.
- Il reato di riciclaggio/autoriciclaggio ha natura a forma libera: può essere consumato attraverso una pluralità di atti anche leciti e dilazionati nel tempo se riconducibili a un progetto unitario di occultamento della provenienza illecita.
- La rivendita di un bene acquistato con proventi illeciti e l'immissione del prezzo nella sfera patrimoniale di terzi o di società può costituire momento integrante dell autoriciclaggio, non un mero post-factum inesente.
- La qualifica di terzo in buona fede richiede l'assenza di vantaggi ricavati dal reato e l'impossibilità, con la diligenza richiesta, di conoscere l'origine illecita; indizi fattuali (rapporti stretti con l'indagato, versamenti incongrui, prestiti sospetti) possono far decadere la protezione.
- Gli errori formali o di terminologia nella motivazione del provvedimento cautelare possono essere emendati se non si tratta di vizi radicali previsti dalla legge che ne comporterebbero l'annullamento.
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