Sentenza n. 4564/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 2
per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per il Veneto, sezione seconda, n. 1639 del 28 giugno 2024, resa tra le parti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Sentenza del TAR Veneto che aveva accolto il ricorso e i motivi aggiunti contro un provvedimento sanzionatorio edilizio ex art. 24 d.P.R. 380/2001 e contro il negativo riscontro alle osservazioni con contestuale istanza di autotutela
Esito
Favorevole al resistente (proprietaria immobiliare)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il Comune di Padova ha proposto appello contro la sentenza del TAR Veneto che aveva annullato, a seguito del ricorso della società proprietaria, un provvedimento sanzionatorio adottato dal settore edilizia privata ai sensi dell'art. 24 d.P.R. 380/2001 e il successivo provvedimento di negativo riscontro alle osservazioni e all'istanza di autotutela. La società appellata ha chiesto il rigetto dell'appello e ha riproposto, ai sensi dell'art. 101, comma 2, c.p.a., i motivi di primo grado dichiarati assorbiti o non esaminati. Gli intervenienti, già intervenuti ad opponendum in primo grado, hanno aderito all'appello del Comune. Prima dell'udienza, tuttavia, il Comune ha dichiarato di non avere più interesse alla coltivazione dell'impugnazione, rappresentando che la società non era più proprietaria delle unità immobiliari oggetto del contenzioso, acquistate dagli intervenienti, i quali avevano presentato una CILA per l'accorpamento delle unità e previsto la successiva presentazione della segnalazione certificata di agibilità.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha dichiarato improcedibile l'appello per sopravvenuta carenza d'interesse. Il Collegio ha rilevato che, in applicazione del principio dispositivo, anche nel processo amministrativo la parte ricorrente può rinunciare alla decisione o dichiarare il sopravvenuto venir meno dell'interesse fino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione. In presenza di una dichiarazione inequivoca del Comune, il giudice deve prenderne atto e non può procedere d'ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire. L'accordo tra le parti, sottoscritto dai difensori muniti di procura con facoltà transattive e di rinuncia, ha comportato la compensazione delle spese del grado.
Norme richiamate
art. 24 d.P.R. 380/2001
È la base normativa del provvedimento sanzionatorio edilizio impugnato in primo grado; non è stata esaminata nel merito dal Consiglio di Stato per l'improcedibilità dell'appello.
art. 101, comma 2, c.p.a.
È stato richiamato dalla società appellata per riproporre in appello i motivi di primo grado assorbiti o non esaminati; tali motivi non sono stati esaminati in ragione dell'improcedibilità.
art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a.
Consente di dichiarare l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza d'interesse.
art. 85, comma 9, c.p.a.
È richiamato, unitamente agli artt. 35, comma 1, lettera c), e 38 c.p.a., quale fondamento processuale della declaratoria di improcedibilità nel giudizio d'appello.
art. 38 c.p.a.
È richiamato nel combinato disposto posto a fondamento della declaratoria di improcedibilità.
Massime di principio
- In applicazione del principio dispositivo, nel processo amministrativo la parte che ha proposto il ricorso o l'appello può dichiarare di non avere più interesse alla decisione fino al momento in cui la causa è trattenuta per la decisione.
- Quando la dichiarazione di sopravvenuta carenza d'interesse è inequivoca e proviene dalla parte titolare dell'azione, il giudice deve dichiarare l'improcedibilità del ricorso o dell'appello e non può procedere d'ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire.
- La perdita della titolarità della posizione sostanziale controversa e la sopravvenuta trasformazione della situazione oggetto del giudizio possono determinare il venir meno dell'interesse alla decisione dell'impugnazione, se tale carenza è espressamente dichiarata dalla parte ricorrente o appellante.
- Un accordo tra le parti sulle spese processuali è idoneo a giustificarne la compensazione quando i difensori siano muniti di procura comprendente facoltà transattive e di rinuncia.
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