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Sentenza

Sentenza n. 2860/2026 - Palermo, Sezione 3

Giustizia amministrativa202601265

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del TAR Sicilia n. 1843 del 31 luglio 2025, relativa al pagamento del compenso sostitutivo per licenza ordinaria non fruita

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (militare)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza chiedendo l’esecuzione integrale della sentenza n. 1843/2025 e il pagamento del compenso sostitutivo per 116 giorni di licenza ordinaria non fruiti: 41 giorni per il 2016, 45 per il 2017 e 30 per il 2018, oltre agli interessi legali dalla domanda al saldo. Ha inoltre chiesto la nomina di un commissario ad acta in caso di persistente inerzia, l’applicazione di una penalità di mora ai sensi dell’art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a., e la rifusione delle spese. Nel corso del giudizio l’Amministrazione ha dichiarato di avere spontaneamente eseguito il titolo, versando € 8.142,49; entrambe le parti hanno quindi chiesto la cessazione della materia del contendere, ma il ricorrente ha insistito per le spese.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, poiché nelle more del giudizio la pretesa del ricorrente è stata integralmente soddisfatta mediante il pagamento di € 8.142,49. Ha tuttavia condannato l’Amministrazione alle spese, applicando la soccombenza virtuale, perché l’esecuzione è avvenuta soltanto dopo l’instaurazione del giudizio. Le spese sono state liquidate in € 552, oltre rimborso forfettario del 15%, IVA e CPA, con distrazione in favore del difensore dichiaratosi antistatario.

Norme richiamate

  • art. 34, ultimo comma, c.p.a.

    Considerato che ai sensi di quanto disposto dall’art. 34, ult. comma, cod. proc. amm. il giudice deve dichiarare la cessazione della materia del contendere, allorché la pretesa del ricorrente risulti pienamente soddisfatta nelle more del giudizio;

    La cessazione della materia del contendere va dichiarata quando, durante il giudizio, la pretesa azionata dal ricorrente sia stata integralmente soddisfatta.

  • artt. 112 ss. c.p.a.

    Ritenuto che mercé atto di gravame incardinato dinanzi questo Tribunale ai sensi degli artt. 112 ss. cod. proc. amm. parte ricorrente, agendo in forza del titolo specificato in epigrafe, ha domandato: a) la condanna dell’Amministrazione intimata alla piena ed effettiva esecuzione del titolo suddetto e, per l’effetto, alla liquidazione di quanto dovuto al ricorrente come compenso sostitutivo per giorni di licenza ordinaria non fruiti, per 116 giorni complessivi per gli anni 2016 (41 gg.), 2017 (45 gg.) e 2018 (30 gg.), oltre interessi legali dalla data della domanda al saldo;

    Il giudizio di ottemperanza è stato promosso per ottenere la piena ed effettiva esecuzione del titolo giudiziale e il pagamento delle somme dovute in forza di esso.

Massime di principio

  • Se la pretesa azionata in ottemperanza è integralmente soddisfatta dall’Amministrazione nelle more del giudizio, il giudice dichiara la cessazione della materia del contendere.
  • Quando l’Amministrazione esegue il titolo giudiziale soltanto dopo l’instaurazione del giudizio di ottemperanza, le spese possono essere poste a suo carico secondo il criterio della soccombenza virtuale.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaTrattamento economico e previdenziale
RamiProcesso amministrativoPubblico impiego e concorsi
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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