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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27034/2023 del 21/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte d'appello di Torino per più ragioni: (1) errore nella determinazione della pena finale derivante da un errato calcolo aritmetico nell'aggregazione della pena base e degli aumenti per continuazione (si contestava che la pena sarebbe dovuta risultare pari a mesi dieci e giorni venticinque e non a mesi undici e giorni venticinque); (2) illegittima subordinazione della sospensione condizionale della pena al risarcimento patrimoniale alle parti civili, che vanificherebbe il beneficio senza aver valutato la capacità economica degli imputati (riferimento agli artt. 163 e 165 c.p.); (3) (per la Fantinel) nullità del giudizio di secondo grado per mancata notifica all'imputata del differimento d'ufficio dell'udienza del 14/2/2022; (4) (per la Fantinel) insufficiente e illogica motivazione circa la sussistenza del reato di truffa (art. 641 c.p.); (5) richiesta di declaratoria di estinzione per prescrizione dei reati residui.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il motivo comune relativo all'errore di calcolo della pena e ha accertato che la Corte territoriale aveva per errore indicato una pena finale superiore a quella corretta (la somma corretta sarebbe di mesi dieci e giorni venticinque). Quanto agli altri motivi (notifica, motivazione sulla responsabilità, condizionamento della sospensione condizionale) il Collegio ha respinto le censure della Fantinel come infondate o assorbite. Tuttavia, accertato il conteggio corretto e richiamata la normativa più favorevole sulla prescrizione anteriore alla legge n.3/2019, la Corte ha verificato i termini temporali (reati con riferimento dalla seconda metà del 2014) e, anche tenendo conto delle interruzioni e della sospensione per emergenza pandemica, ha ritenuto che i reati attribuiti ad entrambi gli imputati si siano estinti per intervenuta prescrizione. Perciò la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché i reati sono estinti per prescrizione, ha confermato le statuizioni civili e ha condannato gli imputati in solido alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa delle parti civili.

Norme richiamate

  • art. 163 cod. pen.

    Riferito alla possibilità di subordinare provvedimenti a condotte riparatorie: il Collegio ha valutato che la subordinazione della sospensione condizionale a risarcimenti non è automaticamente illegittima, purché il giudice valuti la concreta capacità economica dell'imputato; nella fattispecie le doglianze relative a tale subordinazione sono state ritenute infondate o assorbite

  • art. 165 cod. pen.

    Richiamato unitamente all'art. 163 in ordine alle condizioni per la sospensione condizionale della pena; la Corte ha ritenuto che non sussistessero vizi tali da annullare la decisione del giudice territoriale su questo punto

  • art. 161, comma 4, cod. proc. pen.

    La Corte ha interpretato che la notifica al difensore elettivamente domiciliato produce l'effetto informativo necessario e che la mancata notifica diretta all'imputata del differimento d'ufficio costituisce al più una irregolarità non invalidente se il difensore è stato correttamente informato

  • Legge 9/1/2019 n. 3 (disciplina della prescrizione)

    Il Collegio ha applicato la disciplina anteriore alla legge n.3/2019, ritenendola più favorevole agli imputati, e sulla base di tale regola e del calcolo dei termini ha dichiarato maturata la prescrizione per i reati contestati

  • art. 23, comma 8, D.L. 137/2020

    Il ricorso è stato trattato con contraddittorio scritto ai sensi di questa disposizione; la procedura è stata regolare e ha consentito l'assunzione delle memorie difensive

Massime di principio

  • Un errore aritmetico nel calcolo della pena (somma della pena base e degli aumenti per continuazione) è motivo valido di cassazione ed il suo accertamento può incidere sull'esito del processo anche fino all'annullamento se ne derivano conseguenze sul decorso della prescrizione.
  • Quando è in gioco la sospensione condizionale della pena subordinata a risarcimenti, il giudice può imporre condizioni riparatorie purché valuti e motivi sulla concreta capacità economica dell'imputato; la mera entità del risarcimento non determina automaticamente l'illegittimità del vincolo.
  • La notifica al difensore elettivamente domiciliato è di norma idonea a garantire il diritto di difesa; la mancata notifica diretta all'imputato può essere considerata una irregolarità non produttiva di nullità se il difensore è stato effettivamente informato.
  • Nelle questioni di prescrizione si deve applicare la normativa più favorevole all'imputato: ciò può comportare l'estinzione dei reati anche dopo un giudizio di merito se, a seguito di corretto computo dei termini (inclusi eventuali periodi di sospensione per emergenze come il Covid-19), la prescrizione è maturata.
  • L'annullamento della sentenza penale per prescrizione non comporta automaticamente l'annullamento delle statuizioni civili: le richieste di risarcimento possono essere confermate e le spese civili possono gravare sugli imputati.
  • In sede di impugnazione è opportuno contestare sia errori formali (notifiche, calcoli) sia vizi sostanziali della motivazione; talvolta il successo su un punto tecnico può determinare effetti più ampi (es. verifica della prescrizione) che rendono assorbite le altre doglianze.

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