Sentenza n. 789/2026 - Catanzaro, Sezione 1
per l'accertamento, previa adozione di ogni misura cautelare ritenuta più idonea: - del silenzio-rigetto serbato dall’Ufficio della Motorizzazione Civile di Catanzaro e dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in merito all’istanza di conversione della patente di guida 9920399/2026; - del silenzio-inadempimento serbato dall’Ufficio della Motorizzazione Civile di Catanzaro e dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in ordine all’istanza stragiudiziale di diffida e messa in mora del 19.2.2026; nonché per l’accertamento della nullità/annullamento della nota del 23.1.2026 avente ad oggetto il rigetto della suindicata istanza con conseguente accertamento dell’obbligo di concludere il procedimento di conversione della patente ed eventuale nomina di un Commissario ad acta ex art. 117 c.p.a.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego della conversione della patente di guida israeliana per difetto del requisito della residenza, nonché silenzio asseritamente serbato sulla successiva diffida e messa in mora
Esito
Favorevole al resistente (amministrazione competente)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente, assumendo di essere residente in Italia dal 2023 e di essere titolare di una patente di guida israeliana, ha impugnato la nota con cui l’Amministrazione aveva rigettato l’istanza di conversione del titolo abilitativo per asserita mancanza del requisito della residenza. Ha inoltre dedotto la formazione di un silenzio-inadempimento sulla successiva diffida e messa in mora, chiedendo l’accertamento della nullità o l’annullamento del diniego, l’accertamento dell’obbligo dell’Amministrazione di concludere il procedimento ed eventualmente la nomina di un commissario ad acta.
La decisione
Nel corso del giudizio l’Amministrazione ha rilasciato il titolo di conversione richiesto. La ricorrente ha quindi dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, chiedendo soltanto la liquidazione delle spese. Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., poiché il rilascio del titolo aveva fatto venir meno l’utilità concreta e attuale della pronuncia sul diniego e sul silenzio. In ragione delle peculiarità della vicenda, anche con riferimento al requisito della residenza, e della definizione in rito, le spese sono state integralmente compensate.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
improcedibilità per sopravvenuto difetto d’interesse
Il ricorso è improcedibile quando, dopo la sua proposizione, sopravviene una situazione che elimina l’interesse concreto e attuale alla decisione; il rilascio del titolo richiesto ha fatto venir meno l’utilità della pronuncia.
art. 60 c.p.a.
decisione in forma semplificata
La controversia è stata definita in camera di consiglio con sentenza in forma semplificata, sentite le parti.
art. 117 c.p.a.
eventuale nomina di un Commissario ad acta
La nomina del commissario ad acta era stata richiesta in relazione all’azione avverso il silenzio, ma non è stata esaminata per la sopravvenuta improcedibilità del ricorso.
Massime di principio
- Il rilascio, nel corso del giudizio, del titolo o del provvedimento richiesto dal ricorrente elimina l’interesse concreto e attuale alla decisione sull’originario diniego e sull’eventuale silenzio dell’amministrazione, determinando l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
- Quando la sopravvenienza satisfattiva fa venir meno l’utilità della pronuncia, il giudice non procede all’esame dei vizi dedotti contro il diniego né accerta l’obbligo di provvedere e non nomina il commissario ad acta.
- La definizione del giudizio per sopravvenuta carenza di interesse può giustificare la compensazione integrale delle spese, ove la vicenda presenti peculiarità fattuali e giuridiche e la decisione sia adottata in rito.
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