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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23776/2026 del 26/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (imputato)

La controversia

Il giudice dell'esecuzione, su istanza del condannato, ha unificato sotto il vincolo della continuazione due gruppi di sentenze irrevocabili di condanna per più violazioni dell'art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990, rideterminando due pene unitarie complessive. Il ricorrente ha denunciato omessa motivazione sulla determinazione della pena-base e sugli aumenti per i reati satellite: il provvedimento non avrebbe indicato quale fosse il reato più grave, non avrebbe spiegato i criteri di quantificazione della pena-base né quelli usati per gli aumenti, impedendo il controllo sul corretto esercizio del potere discrezionale e sul rispetto del limite ex art. 81, terzo comma, c.p. Ha inoltre censurato la mancata individuazione della pena riferibile a ciascun reato satellite, rilevante anche in fase esecutiva ai fini di istituti e benefici penitenziari.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il ricorso. Ha richiamato il consolidato principio secondo cui, quando si ridetermina in executivis la pena per reati unificati dalla continuazione e già oggetto di sentenze separate, il giudice deve prima scorporare i reati, individuare il più grave e poi applicare aumenti autonomi per i reati satellite, motivando sia sulla pena-base sia sull'entità dei singoli aumenti. Poiché l'ordinanza impugnata non aveva effettuato tale scorporo e si era limitata a indicare le sole pene finali, senza alcuna motivazione sui criteri seguiti, l'ordinanza è stata annullata limitatamente alla determinazione del trattamento sanzionatorio, con rinvio al Tribunale di Roma in diversa composizione per nuovo giudizio sul punto.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309 del 1990

    Norma incriminatrice delle violazioni oggetto delle sentenze di condanna poste in continuazione; non viene discussa nel merito, ma come titolo dei reati oggetto di rideterminazione della pena.

  • art. 81, secondo comma, cod. pen.

    Disciplina del reato continuato applicata per unificare i reati e rideterminare la pena complessiva mediante pena-base e aumenti per i reati satellite.

  • art. 81, terzo comma, cod. pen.

    Richiamato come limite legale rispetto al quale il giudice deve rendere controllabile la quantificazione della pena e dei relativi aumenti.

  • artt. 132 e 133 cod. pen.

    Parametri discrezionali di commisurazione della pena che impongono una motivazione effettiva sulla scelta della pena-base e sugli aumenti.

  • Corte cost. n. 183 del 2013

    Richiamata per il rinvio al giudice dell'esecuzione in diversa composizione.

Massime di principio

  • Nel rideterminare in sede esecutiva la pena per reati già giudicati separatamente ma unificabili per continuazione, il giudice deve prima scorporare tutti i reati riuniti, individuare il più grave e solo dopo applicare gli aumenti per i reati satellite.
  • La motivazione sulla pena da continuazione non può limitarsi all'indicazione della pena finale complessiva: deve dare conto della pena-base e dell'entità dei singoli aumenti, così da consentire il controllo sul corretto esercizio del potere discrezionale.
  • Il rispetto del solo limite massimo legale del triplo della pena-base non è sufficiente a integrare la motivazione richiesta in tema di commisurazione della pena da continuazione.
  • La mancata indicazione della pena riferibile al reato più grave e ai singoli reati satellite rende illegittima la rideterminazione sanzionatoria e comporta l'annullamento con rinvio limitatamente al trattamento della pena.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniMisure alternative
RamiProcesso penaleEsecuzione penale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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