Sentenza n. 5433/2026 - Roma, Sezione 4B
per l'annullamento - Della nota prot. n. nota. 0044865 del 08-11-2024 del Ministero del Ministero dell’Istruzione e del Merito, Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la valutazione e l’internalizzazione del sistema nazionale di istruzione, con il quale l’Amministrazione resistente ha comunicato la conclusione del procedimento amministrativo relativo al riconoscimento in Italia della formazione professionale conseguita da parte ricorrente in Spagna, rigettando l’istanza da quest’ultima presentata ed acquisita al protocollo MIM n. 14582 del 06.06.2022; - Del Decreto n. 48297 del 11.12.2024 dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia UFFICIO III - Ambito Territoriale per la Provincia di Bari con cui la ricorrente è stata esclusa dalle GPS I fascia ADSS provincia di Bari; - Della Nota n. 0048301 del 11.12.2024 dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia UFFICIO III - Ambito Territoriale per la Provincia di Bari nella parte in cui è revocata l’individuazione della ricorrente quale destinataria di contratto a t.d. fino al termine delle attività didattiche CDC ADSS – presso l’IP “Domanico Modugno “di Bari; - di ogni ulteriore atto e/o provvedimento presupposto, connesso e/o consequenziale, anche non conosciuto;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego del riconoscimento in Italia della formazione professionale conseguita in Spagna, con conseguente esclusione dalle GPS di prima fascia per il sostegno e revoca dell'individuazione quale destinataria di contratto a tempo determinato
Esito
La controversia
La ricorrente ha impugnato il diniego ministeriale relativo all'istanza di riconoscimento del titolo di formazione post-secondaria "Curso Superior en Atencion a las necesidades especificas de apoyo educativo", conseguito presso un'università spagnola, ai fini dell'esercizio della professione di docente nella scuola secondaria di secondo grado, specializzazione di sostegno ADSS. Ha dedotto, con un'unica articolata doglianza, la violazione della normativa europea e italiana sul riconoscimento dei titoli stranieri, nonché eccesso di potere per illogicità manifesta, irrazionalità e disparità di trattamento e violazione dei principi affermati dalla Corte di giustizia dell'Unione europea e dalla giurisprudenza amministrativa. Sono stati inoltre impugnati gli atti conseguenti con cui la ricorrente è stata esclusa dalle GPS di prima fascia e le è stata revocata l'individuazione quale destinataria di un contratto a tempo determinato.
La decisione
Il Collegio ha preso atto della dichiarazione resa all'udienza dalla difesa della ricorrente, secondo cui l'interessata aveva partecipato al percorso INDIRE e non aveva più interesse alla trattazione del ricorso. Rilevato che l'Amministrazione non si è opposta, il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, in applicazione del principio dispositivo che informa il processo amministrativo. Le spese di giudizio sono state compensate in ragione della peculiarità della procedura.
Norme richiamate
art. 56 c.p.a.
La disposizione è richiamata quale base del decreto cautelare monocratico con cui è stata accolta l'istanza cautelare.
Massime di principio
- La dichiarazione della parte ricorrente di non avere più interesse alla trattazione della controversia, quando sia riconducibile al sopravvenuto superamento della situazione controversa e non vi sia opposizione dell'amministrazione, consente al giudice amministrativo di dichiarare cessata la materia del contendere.
- Il principio dispositivo che informa il processo amministrativo impone al giudice di prendere atto della sopravvenuta mancanza di interesse alla decisione quando essa sia ritualmente rappresentata dalla parte interessata.
- La peculiarità della procedura oggetto del giudizio può giustificare la compensazione integrale delle spese, anche in caso di cessazione della materia del contendere.
Come è indicizzato
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