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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17986/2023 del 28/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 13/09/2022 che aveva confermato in parte il sequestro preventivo disposto dal G.I.P. del Tribunale di Brescia (06/08/2022). Il ricorrente contestava, in particolare: 1) la determinazione del "prezzo del reato" relativa al capo 3) (art. 8 d.lgs. n.74/2000) ritenuta arbitraria e basata su un calcolo errato e ingiustificato; 2) la determinazione del profitto del reato relativo al capo 19) (art. 648-bis c.p.), sostenendo di non aver avuto la disponibilità delle somme e di averle restituite al fratello; 3) l'applicazione del sequestro per equivalente nonostante la mancata disponibilità delle somme; 4) la mancanza dell'attualità del periculum in mora e l'illogica valutazione di elementi indiziari (es. intestazione del veicolo alla compagna). La vicenda riguarda un presunto schema di fatture per operazioni inesistenti da parte della DSS Impianti s.r.l.s. (società riconducibile al fratello) per complessivi euro 4.794.953,94 oltre IVA, e il sequestro di somme ritenute profitto/compenso del reato per specifici importi (circa euro 221.990,66 e euro 104.000,00) nonché la restituzione di un veicolo per il capo 22).

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i motivi proposti fossero, in gran parte, improponibili in questa sede (ricorso per cassazione contro ordinanza emessa a seguito di riesame ex art. 324 c.p.p. ammissibile solo per violazione di legge) o manifestamente infondati. I giudici di legittimità hanno confermato che il Tribunale del riesame aveva adeguatamente motivato l'esistenza di un quadro indiziario (verifiche della Guardia di Finanza, intercettazioni, acquisizioni documentali) idoneo a giustificare il sequestro per equivalente nei limiti indicati e che le deduzioni difensive (es. sulla mancata disponibilità delle somme o su errori di calcolo) erano allegazioni generiche e alternative di lettura dei fatti non rilevabili in questa sede. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Disciplina del riesame delle misure cautelari reali; il ricorso al tribunale per il riesame può essere proposto per impugnare misure cautelari reali

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Stabilisce che il ricorso per cassazione contro l'ordinanza emessa a seguito di riesame ex art. 324 è ammissibile solo per violazione di legge (no sindacato libero sui fatti se non per vizi giuridici)

  • art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.

    Norma che disciplina il motivo di ricorso per "manifesta illogicità della motivazione" in Cassazione; la Corte ricorda che tale doglianza ha limiti e va formulata nei termini previsti

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna per spese processuali e, in caso di ricorso inammissibile o manifestamente infondato, il pagamento di una somma alla Cassa delle Ammende (applicata: euro 3.000)

  • art. 8 d.lgs. n. 74/2000

    Norma tributaria richiamata nella contestazione (reato fiscale) rispetto alla quale è stato ritenuto legittimo il sequestro per equivalente proporzionato al presunto "prezzo del reato"

  • art. 648-bis c.p.

    Norma sulla riciclaggio/impiego di proventi illeciti; la Corte ha ritenuto ammissibile il sequestro per equivalente rispetto al profitto ritenuto frutto delle operazioni contestate

  • art. 512-bis c.p.

    Capo di imputazione (capo 22) per il quale la misura era stata annullata in sede di riesame e ne era conseguita la restituzione del veicolo

  • art. 125 comma 3 e art. 292 cod. proc. pen. (richiamati nel provvedimento)

    Richiamate nel ragionamento della Corte in tema di obbligo di motivazione dei provvedimenti giurisdizionali e sue conseguenze; la mancanza/insufficienza di motivazione può integrare una violazione di legge se radicale

Massime di principio

  • In sede di ricorso per cassazione contro ordinanza emessa a seguito di riesame ex art. 324 c.p.p. il sindacato è limitato a questioni di violazione di legge: molte censure di merito (valutazioni alternative di fatto o contestazioni del peso delle prove) sono inammissibili.
  • Per ottenere l'annullamento di un sequestro per equivalente è fondamentale dimostrare concretamente l'assenza di disponibilità delle somme o il venir meno del nesso di causalità tra i proventi e il reato; allegazioni generiche non sono sufficienti in Cassazione.
  • La Corte di legittimità verifica che la motivazione del giudice del riesame non sia radicalmente carente: errori di calcolo o imprecisioni formali, se non incidono sulla ragione sostanziale del provvedimento, possono essere risolti in sede esecutiva e non in Cassazione.
  • Il principio di autosufficienza documentale: se il ricorrente deduce elementi (es. una relazione della Guardia di Finanza) deve allegarli in atti; l'assenza di documentazione può rendere inammissibili o inefficaci le censure basate su tali presupposti.
  • Il requisito del periculum in mora per il sequestro preventivo può ricavarsi anche da elementi indiziari correlati a capacità di occultamento o trasferimento all'estero dei proventi (captazioni, modalità operative), non solo dalla mera esistenza dell'addebito.

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