Sentenza n. 1840/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl Consiglio di Stato ha preso atto della sopravvenuta perdita di interesse alla decisione dichiarata dall'appellante e, non essendo più attuale l'interesse alla coltivazione dell'appello, lo ha dichiarato improcedibile. Non ha esaminato i motivi di merito relativi all'ordinanza di rimozione né la legittimità della sentenza del TAR. Nulla è stato disposto sulle spese, in considerazione della mancata costituzione in giudizio del Comune appellato.
Atto impugnato: ordinanza comunale che disponeva la rimozione di un modulo abitativo installato su area comunale
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La privata aveva impugnato davanti al TAR l'ordinanza del Comune di Nardò che le imponeva la rimozione di un modulo abitativo installato in via Pescara. Il TAR Puglia, Sezione staccata di Lecce, aveva respinto il ricorso. La privata ha quindi proposto appello chiedendo la riforma della sentenza di primo grado. Nel corso del giudizio d'appello, con atto del 22 dicembre 2025, il difensore ha dichiarato che l'appellante aveva perduto l'interesse alla prosecuzione del giudizio.
Norme richiamate
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
La disposizione è richiamata con riguardo alla trattazione della causa in udienza di smaltimento; il testo non espone una specifica interpretazione della norma.
Massime di principio
- La dichiarazione, proveniente dalla parte appellante, di sopravvenuta perdita dell'interesse alla prosecuzione del giudizio comporta la dichiarazione di improcedibilità dell'appello, quando non residui un interesse attuale alla decisione.
- La sopravvenuta carenza di interesse impedisce al giudice d'appello di esaminare nel merito le censure rivolte contro la sentenza di primo grado e contro il provvedimento amministrativo originariamente impugnato.
Come è indicizzato
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