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Sentenza

Sentenza n. 466/2026 - Genova, Sezione 2

per l'ottemperanza del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Genova, Sezione Lavoro, 25.11.2024, n. 911.

Giustizia amministrativa202600117

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Liguria - Genova, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Genova, Sezione Lavoro, 25 novembre 2024, n. 911, relativa all'assegnazione della carta del docente

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docenti)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno promosso il giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Genova, Sezione Lavoro, 25 novembre 2024, n. 911, che aveva condannato il Ministero dell'Istruzione e del Merito ad assegnare a ciascuno la carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, del valore di 500 euro per ogni anno scolastico riconosciuto. Le annualità riguardano, per i singoli ricorrenti, periodi compresi tra gli anni scolastici 2018/2019 e 2023/2024. Il Ministero si è costituito senza formulare contestazioni nel merito. Il TAR ha rilevato l'inutile decorso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo, previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e ha ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito di dare esecuzione alla sentenza del Tribunale di Genova mediante l'emissione della carta del docente intestata ai ricorrenti e l'accredito delle somme corrispondenti alle annualità riconosciute, entro 60 giorni dalla comunicazione della sentenza. Per l'eventuale ulteriore inottemperanza, ha nominato commissario ad acta il Direttore della Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, incaricandolo di provvedere in sostituzione dell'amministrazione entro i successivi 30 giorni, una volta accertato il protrarsi dell'inadempimento. Il Ministero è stato inoltre condannato al pagamento di 500 euro, oltre accessori di legge, per le spese di lite, con distrazione in favore dei difensori antistatari. La decisione si fonda sull'esistenza di un giudicato esecutivo, sull'assenza di contestazioni sostanziali dell'amministrazione e sull'inutile decorso del termine dilatorio previsto per l'esecuzione coattiva nei confronti delle pubbliche amministrazioni.

Norme richiamate

  • art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997

    Il decorso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo consente di procedere all'esecuzione nei confronti dell'amministrazione inadempiente.

Massime di principio

  • Il giudizio di ottemperanza è accoglibile quando l'amministrazione non esegue una pronuncia munita di efficacia esecutiva, nonostante sia decorso il termine dilatorio previsto per l'esecuzione dei titoli nei confronti delle pubbliche amministrazioni.
  • In presenza di un giudicato che impone all'amministrazione l'attribuzione di una prestazione determinata e dell'inerzia dell'amministrazione, il giudice dell'ottemperanza può ordinare l'esecuzione entro un termine specifico, individuando puntualmente le attività necessarie.
  • Il giudice dell'ottemperanza può nominare un commissario ad acta, destinato a operare in sostituzione dell'amministrazione entro un termine ulteriore, subordinandone l'intervento all'accertamento del perdurante inadempimento.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaScuola
RamiProcesso amministrativoIstruzione e università
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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