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Ordinanza

Ordinanza n. 202/2026 - Palermo, Sezione 4

Giustizia amministrativa202600699

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IVOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento del SUAP recante divieto di prosecuzione dell’attività e obbligo di smontaggio delle opere dello stabilimento balneare, nonché parere paesaggistico della Soprintendenza e successiva nota di conferma

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazioni resistenti)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’impresa ha impugnato, chiedendone la sospensione cautelare, il provvedimento del SUAP dell’Unione dei Comuni Elimo Ericini che disponeva il divieto di prosecuzione dell’attività e l’obbligo di smontaggio delle opere relative allo stabilimento balneare, nonché il presupposto parere della Soprintendenza per i beni culturali e ambientali di Trapani e la successiva nota di conferma. Dal testo non risultano specificamente indicati i singoli motivi di ricorso; le censure sono state comunque valutate dal TAR con riferimento alla legittimità del parere paesaggistico, alla sua motivazione e alle valutazioni tecnico-discrezionali della Soprintendenza.

La decisione

La domanda cautelare è stata respinta. Quanto al periculum in mora, il TAR ha rilevato che, alla luce del provvedimento del SUAP e del parere presupposto, l’impresa è autorizzata all’impianto e al mantenimento delle strutture dal 1° aprile al 31 ottobre 2026. Pertanto, il pregiudizio dedotto non è attuale né imminente, poiché la ricorrente è legittimata a mantenere la struttura durante l’imminente stagione estiva. Quanto al fumus boni iuris, le censure non sono apparse prima facie fondate: il provvedimento del SUAP si basa sul parere paesaggistico della Soprintendenza, espressione di valutazione tecnico-discrezionale, ritenuto adeguatamente motivato. Non sono emersi evidenti profili di illogicità, travisamento o difetto di istruttoria. Il TAR ha inoltre richiamato precedenti pronunce tra le medesime parti relative a fattispecie analoghe, nelle quali era stata riconosciuta la legittimità del diniego di mantenimento delle strutture nel periodo extra-stagionale per esigenze di tutela paesaggistica. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti in ragione della peculiarità della vicenda.

Massime di principio

  • La domanda cautelare deve essere respinta per difetto di periculum in mora quando l’atto impugnato, considerato nel suo complessivo contenuto, consente comunque al titolare dell’attività di mantenere le strutture nel periodo stagionale imminente, sicché il pregiudizio dedotto non è attuale né imminente.
  • Il parere paesaggistico della Soprintendenza costituisce espressione di valutazione tecnico-discrezionale; in sede cautelare il sindacato giudiziale può condurre alla sospensione dell’atto solo in presenza di profili prima facie evidenti di illogicità, travisamento o difetto di istruttoria.
  • Un provvedimento del SUAP fondato su un parere paesaggistico adeguatamente motivato non presenta, in sede cautelare, un fumus boni iuris favorevole al ricorrente quando non emergano evidenti vizi della valutazione tecnico-discrezionale e la limitazione del mantenimento delle strutture nel periodo extra-stagionale sia collegata a esigenze di tutela paesaggistica.

Come è indicizzato

MaterieAutorizzazione paesaggisticaTutela cautelare
RamiBeni culturali e paesaggioProcesso amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaTutela cautelareDifetto di istruttoriaEccesso di potere

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