Sentenza n. 736/2026 - Genova, Sezione 2
per l’annullamento - della deliberazione della Giunta comunale n. 4 del 15.1.2026, recante l’approvazione delle “Linee guida per i servizi di mobilità a due ruote in modalità sharing nel territorio del Comune di Genova”; - della determinazione n. 1549 del 16.3.2026, recante l’approvazione dello schema di atto unilaterale d’obbligo quale modulo integrativo della SCIA di noleggio senza conducente per il servizio di bike sharing; - della nota in data 26.3.2026, recante la dichiarazione di irricevibilità/improcedibilità della SCIA per noleggio di veicoli senza conducente per il servizio di bike sharing presentata dalla ricorrente il 19.3.2026; nonché per la declaratoria di nullità e/o di inefficacia dei titoli abilitativi di cui alle SCIA presentate da Bike Boom s.r.l., Ridemovi s.p.s., Lime Technology s.r.l. e VOI Technology s.r.l.;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Linee guida comunali sui servizi di mobilità a due ruote in modalità sharing, atto unilaterale d’obbligo integrativo della SCIA e dichiarazione di irricevibilità/improcedibilità della SCIA presentata dalla ricorrente; nonché titoli abilitativi derivanti dalle SCIA di altre imprese
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
EmTransit s.r.l. aveva impugnato la disciplina comunale dei servizi di mobilità a due ruote in modalità sharing, lo schema di atto unilaterale d’obbligo previsto quale modulo integrativo della SCIA per il noleggio senza conducente e la nota comunale con cui era stata dichiarata l’irricevibilità o improcedibilità della propria SCIA. Aveva inoltre chiesto la declaratoria di nullità e/o inefficacia dei titoli abilitativi relativi alle SCIA presentate da altre imprese del settore. Nel corso del giudizio, con memoria depositata il 6 maggio 2026, la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla prosecuzione dell’impugnativa, poiché il Comune le ha consentito di svolgere il servizio di noleggio di biciclette in modalità sharing. Ha chiesto, sulla base di un accordo intervenuto tra le parti, la compensazione delle spese di giudizio.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., rilevando che la ricorrente aveva espressamente dichiarato di non voler più coltivare l’impugnativa dopo che il Comune le aveva consentito di svolgere il servizio di bike sharing. La decisione non esamina nel merito la legittimità degli atti impugnati né le domande riguardanti i titoli abilitativi delle altre imprese. Le spese sono state integralmente compensate tra tutte le parti, conformemente alla richiesta della ricorrente e alla pattuizione intervenuta.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Il ricorso è dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse
La sopravvenuta cessazione dell’interesse della parte ricorrente alla decisione determina l’improcedibilità del ricorso.
art. 60 c.p.a.
La sentenza è stata pronunciata in forma semplificata nella camera di consiglio, previa audizione delle parti.
Massime di principio
- Quando, nel corso del giudizio amministrativo, la parte ricorrente dichiara di non avere più interesse alla decisione perché l’amministrazione ha soddisfatto la sua pretesa, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
- La dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse impedisce la decisione nel merito delle censure e delle domande connesse, comprese quelle relative ad atti o titoli abilitativi di soggetti controinteressati, quando non risulti più attuale l’interesse alla loro definizione.
- Le spese di giudizio possono essere compensate tra tutte le parti quando tale regolazione corrisponde alla richiesta della parte ricorrente e a una pattuizione intervenuta tra le parti.
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