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Sentenza

Sentenza n. 1763/2026 - Milano, Sezione 1

per l'annullamento del foglio di via obbligatorio e divieto di fare ritorno nel comune di -OMISSIS- per tre anni emesso dal Questore di -OMISSIS- il 9.2.2022 e notificato il 19.2.2022 e di tutti gli atti presupposti, preparatori, connessi e consequenziali;

Giustizia amministrativa202200905

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: foglio di via obbligatorio e divieto di ritorno nel Comune per tre anni, emesso dal Questore e notificato nel febbraio 2022

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La persona fisica destinataria del provvedimento ha impugnato il foglio di via obbligatorio e il divieto di fare ritorno nel Comune per tre anni, chiedendone l'annullamento insieme agli atti presupposti, preparatori, connessi e consequenziali. Il testo non espone specifici motivi di illegittimità dedotti nel ricorso. Nel corso del giudizio, il TAR ha fissato una camera di consiglio ai sensi dell'art. 72-bis c.p.a. per verificare la permanenza dell'interesse alla decisione, avvisando la parte della possibile improcedibilità. La parte ricorrente non è comparsa, né ha depositato una dichiarazione esplicita di persistenza dell'interesse; all'udienza è stato inoltre dato avviso della possibile declaratoria di improcedibilità ai sensi dell'art. 73, comma 3, c.p.a.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Il foglio di via aveva cessato di produrre effetti dal febbraio 2025; pertanto, anche un eventuale accoglimento nel merito non avrebbe procurato al ricorrente alcuna utilità concreta. La declaratoria è stata ritenuta giustificata indipendentemente dalla mancata dichiarazione esplicita di persistenza dell'interesse, sulla base delle disposizioni processuali richiamate. Le spese di giudizio sono state compensate per giusti motivi.

Norme richiamate

  • art. 72-bis c.p.a.

    Consente la fissazione dell'udienza camerale ai fini della verifica della permanenza dell'interesse alla decisione.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Costituisce il fondamento processuale della declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 84, comma 4, c.p.a.

    Richiamato quale disposizione applicabile alla verifica della permanenza dell'interesse e alla possibile improcedibilità del ricorso.

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    Impone l'avviso alle parti della possibile decisione sulla base di una questione rilevata d'ufficio, qui riferita alla sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale presupposto per l'oscuramento delle generalità e dei dati identificativi della parte ricorrente.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, unitamente alla normativa nazionale sulla protezione dei dati, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • Il ricorso avverso un provvedimento temporaneo è improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando il provvedimento abbia cessato definitivamente di produrre effetti e l'eventuale accoglimento non possa procurare al ricorrente alcuna utilità concreta e attuale.
  • La mancata comparizione del ricorrente e l'assenza di una dichiarazione esplicita di persistenza dell'interesse possono essere valutate nel procedimento di verifica dell'interesse alla decisione, ma la declaratoria di improcedibilità può fondarsi autonomamente sulla sopravvenuta inutilità concreta della pronuncia di merito, previa comunicazione della relativa questione alle parti.

Come è indicizzato

MaterieMisure prefettizie di sicurezzaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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