Cassazione Penale, Sentenza n. 43068/2023 del 20/10/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Le ricorrenti impugnavano la conferma della condanna per tentata truffa (6 mesi di reclusione e 200 euro di multa ciascuna) per due motivi principali: 1) nullità della notifica del decreto di citazione in appello contestata ai sensi dell'art. 157, comma 8-bis c.p.p., per essere stata eseguita presso il difensore e non nei luoghi indicati per la precedente notifica, con la dedotta elezione di domicilio; 2) mancanza o manifesta illogicità della motivazione del diniego della sospensione condizionale della pena, atteso che la Corte d'appello non avrebbe motivato adeguatamente il rigetto nonostante sussistessero le condizioni di legge.
La decisione
La Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato solo in parte. Il primo motivo è stato dichiarato inammissibile per manifesta infondatezza: la Corte ha accertato che le dichiarazioni di residenza/procura non costituivano valide elezioni di domicilio ai sensi degli artt. 161 e 162 c.p.p., per cui la notifica al difensore risultava legittima ai sensi dell'art. 157, comma 8-bis. Il secondo motivo è stato ritenuto fondato: la sentenza della Corte d'appello è stata annullata limitatamente alla valutazione relativa al diniego della sospensione condizionale della pena per carenza/mancanza di motivazione concreta (i richiami generici a "coinvolgimento in altri filoni di indagine" sono risultati insufficienti). Il giudizio è stato rinviato ad altra Sezione della Corte di appello di Milano per nuovo esame su tale punto; le altre statuizioni sulla responsabilità e sulla pena sono state confermate.
Norme richiamate
art. 157, comma 8-bis cod. proc. pen.
Consente la notifica presso il difensore di fiducia quando non sussiste una valida elezione di domicilio; la Corte ha ritenuto legittima la notifica al difensore in assenza di formale elezione di domicilio
art. 161 cod. proc. pen.
Riferito alle forme e termini per la dichiarazione/elezione di domicilio; la Corte ha osservato che le dichiarazioni documentali erano mere indicazioni di residenza e non adempivano ai requisiti di elezione
art. 162 cod. proc. pen.
Stabilisce la forma vincolata dell'elezione di domicilio quale atto personale; la giurisprudenza richiede manifestazione di volontà consapevole secondo le forme previste da tale norma
art. 23, comma 8, D.L. 137/2020
Norma procedurale che regola la trasmissione delle conclusioni scritte da parte della Procura Generale; nel procedimento la Procura ha trasmesso conclusioni scritte ai sensi di questa disposizione
Massime di principio
- La mera indicazione della residenza nell'atto di nomina del difensore non equivale a valida elezione di domicilio: per essere efficace l'elezione deve rispettare le forme previste dall'art. 162 c.p.p. e manifestare una volontà consapevole.
- In assenza di una valida elezione di domicilio, le notifiche possono essere legittimamente eseguite presso il difensore di fiducia ai sensi dell'art. 157, comma 8-bis; il rifiuto del difensore è un elemento rilevante per contestare la legittimità della notifica.
- Il giudice d'appello che nega la sospensione condizionale della pena è obbligato a fornire motivazione adeguata e specifica sulla prognosi di recidiva: riferimenti generici a indagini o a un 'coinvolgimento' non sono sufficienti a giustificare una prognosi negativa.
- Il magistrato può considerare indagini pendenti o precedenti di polizia nella valutazione prognostica, ma deve indicare fatti concreti e pertinenti che consentano di ritenerla negativa; altrimenti la decisione è vulnerabile di annullamento per carenza motivazionale.
- In caso di vizio motivazionale limitato (ad es. riguardante il diniego di benefici), la Cassazione può annullare parzialmente la sentenza e disporre il rinvio per nuovo esame solo sulla questione viziata, lasciando impregiudicate le altre statuizioni di merito.
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