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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 05152/2026 del 09/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Rovigo (04/07/2025) che aveva dichiarato la nullità del decreto di irreperibilità e degli atti collegati (ordine di esecuzione per la carcerazione, decreto di sospensione e successiva revoca) ritenendo le ricerche ai sensi dell'art. 159 c.p.p. incomplete. Il Procuratore ricorrente censurava la decisione per violazione di legge e vizio di motivazione, sostenendo che: il verbale di vane ricerche dimostrava l'irreperibilità del condannato nei luoghi indicati; il luogo di lavoro non risultava noto né dai databases INPS/Agenzia delle Entrate; la dichiarazione della convivente era irrilevante; il tentativo di rintraccio telefonico non era esigibile; le indagini vanno effettuate sui dati conoscibili e concretamente praticabili; le informazioni ex art. 656, comma 8-bis, c.p.p. non sarebbero dovute essendo il condannato irreperibile; la notifica al difensore era stata regolare ai sensi dell'art. 656 comma 5 c.p.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Procuratore, dichiarandolo infondato. Ha ritenuto che il Tribunale di Rovigo abbia correttamente applicato i principi di effettività delle ricerche previsti dall'art. 159 c.p.p. e dalla giurisprudenza di legittimità. In particolare la Corte ha condiviso che: il verbale di vane ricerche era generico e non indicava modalità, orari e ripetizione dei tentativi; non risultano adeguate ricerche sul luogo di lavoro nonostante dalla documentazione difensiva (Unificato LAV e contratto) emergesse una concreta attività lavorativa; non è stato effettuato alcun tentativo di contatto telefonico nonostante fosse noto un recapito; non sono stati acquisiti elementi dal difensore ai sensi dell'art. 656 comma 8-bis; tali incompletezze rendono illegittimo il decreto di irreperibilità e gli atti connessi. La Corte ha inoltre rilevato che il Procuratore manteneva interesse alla pronuncia nonostante la successiva emissione di nuovo ordine di esecuzione sospeso.

Norme richiamate

  • art. 159 c.p.p.

    Norma di "chiusura" delle notificazioni penali: la notifica per irreperibilita' e' misura extrema ratio quando non sia possibile la consegna personale; impone ricerche particolarmente nei luoghi di nascita, ultima residenza, ultima dimora e luogo di lavoro e richiede che le ricerche siano effettive, esaustive e documentate.

  • art. 157 c.p.p.

    Disciplina le modalita' ordinarie di notifica (consegna a mani proprie o presso conviventi); l'art. 159 interviene solo se le modalita' previste dall'art. 157 non sono praticabili.

  • art. 656 comma 8-bis c.p.p.

    Prevede l'acquisizione di informazioni dal difensore nell'ambito dell'esecuzione; va interpretato in correlazione con l'art. 159 e deve essere utilizzato per reperire notizie utili al rintraccio quando possibile.

  • art. 656 comma 5 c.p.p.

    Regola la notifica al difensore nella fase di cognizione; il Procuratore aveva sostenuto la regolarita' della notifica secondo tale disposizione.

  • Corte Costituzionale, sent. n. 399/1998

    Ha confermato la legittimita' dell'istituto dell'irreperibilita' solo se preceduto dal massimo impegno per assicurare la conoscenza del procedimento, richiedendo ricerche preventive rigorose e strumenti riparatori nei casi estremi.

  • Cass. Sez.5, sent. n. 34993/2020

    Ha affermato che l'omissione di un tentativo di contatto tramite utenza mobile nota rende illegittimo il decreto di irreperibilita' per incompletezza delle ricerche: le utenze mobili conosciute vanno adoperate, anche se non offrono certezza assoluta sulla persona.

  • Cass. Sez.5, sent. n. 33070/2005

    Ribadisce il principio di effettivita' delle ricerche e l'obbligo della Polizia Giudiziaria di eseguire indagini capillari in tutti i luoghi idonei al rintraccio.

  • Cass. Sez.1, sent. n. 1534/1996

    Considera l'art. 159 come norma residuale da applicare quando risultino impraticabili le modalita' di notifica ordinarie previste dall'art. 157.

Massime di principio

  • Il decreto di irreperibilita' e' legittimo solo se le ricerche previste dall'art. 159 c.p.p. sono state effettive, documentate e adeguate ai dati conoscibili sulla persona (residenza, dimora, luogo di lavoro, luogo di nascita).
  • Se risulta un recapito telefonico noto, bisogna effettuare almeno un tentativo di contatto tramite tale utenza; l'omissione di tale tentativo può rendere il decreto di irreperibilita' nullo per incompletezza delle ricerche.
  • Il verbale di "vane ricerche" deve indicare modalita', orari, ripetizioni dei tentativi e informazioni acquisite (es. vicini, portineria) per dimostrare l'effettivita' degli accertamenti; la sua genericita' favorisce la nullita'.
  • Se dalle risultanze documentali (es. comunicazioni obbligatorie LAV, certificati di residenza) emerge una stabile presenza o attivita' lavorativa, le ricerche devono essere estese e specifiche al luogo di lavoro e non ritenute esaurite con accertamenti superficiali.
  • Le informazioni ai difensori ai sensi dell'art. 656 c.p.p. vanno acquisite quando utili al rintraccio; la loro mancata acquisizione puo' integrare irregolarita' nelle ricerche.
  • L'eccezione di irreperibilita' cede quando le ricerche sono oggettivamente impraticabili; la valutazione sulla praticabilita' spetta al giudice dell'esecuzione e, se motivata logicamente, e' difficile da riformare in Cassazione salvo violazioni di legge o manifesta illogicita'.
  • Una successiva regolare notifica o un nuovo ordine di esecuzione non annullano automaticamente la rilevanza della declaratoria di nullita' precedente: l'autorita' pubblica mantiene interesse a impugnare vizi di nullita' formale.

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