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Sentenza

Sentenza n. 450/2026 - Napoli, Sezione 6

per l'annullamento a) del provvedimento prot n. P-CE/L-Q-2023-105479 emesso dalla Prefettura di Caserta in data 1 aprile 2025, notificato al ricorrente lavoratore in pari data, con cui viene “revocato il nulla osta” all’ingresso;

Giustizia amministrativa202502827

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca del nulla osta all'ingresso per lavoro subordinato e diniego del permesso di soggiorno per attesa occupazione

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento dello Sportello Unico per l'Immigrazione della Prefettura di Caserta che, nell'ambito della procedura flussi, ha revocato il nulla osta all'ingresso e negato il rilascio del permesso di soggiorno per attesa occupazione. L'amministrazione ha fondato la decisione sulla mancata presentazione del datore di lavoro alla convocazione per la sottoscrizione del contratto di soggiorno, sull'assenza di documentazione idonea a comprovare la regolarità alloggiativa, sulla natura stagionale del nulla osta e sull'assenza di un rapporto di lavoro originario. Il ricorrente ha dedotto plurimi vizi di violazione di legge ed eccesso di potere, rappresentando di essere entrato regolarmente in Italia, di avere tentato senza successo di contattare il datore originario, di avere presentato domanda per il permesso di soggiorno e di avere successivamente instaurato nuovi rapporti di lavoro con altri datori, documentati da contratti del 18 agosto 2024 e del 31 gennaio 2025. Ha inoltre contestato la rilevanza della comunicazione della propria presenza dopo la scadenza del visto e della mancata integrazione dell'asseverazione.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato l'atto impugnato. Ha ritenuto che la prova della buona fede del cittadino straniero, unitamente all'ingresso regolare in Italia, al tempo trascorso dall'ingresso sulla base del nulla osta e alla sopravvenuta instaurazione di un rapporto di lavoro effettivo e regolarmente retribuito con altro datore, integri una condizione soggettiva meritevole di tutela. In applicazione dei principi di proporzionalità e ragionevolezza, tali elementi impongono di considerare il comprovato inserimento economico e sociale del lavoratore e impediscono che la mancata presentazione del datore originario conduca automaticamente alla revoca del nulla osta e al diniego del titolo per attesa occupazione. Le spese sono state compensate in ragione delle peculiarità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    Il ricorrente aveva promosso un'azione avverso il silenzio dell'amministrazione, ma la sentenza non decide tale azione e si concentra sull'impugnazione del provvedimento di revoca del nulla osta.

Massime di principio

  • La revoca del nulla osta all'ingresso per lavoro subordinato non può fondarsi automaticamente sulla mancata presentazione del datore di lavoro alla convocazione per la sottoscrizione del contratto di soggiorno, quando il lavoratore abbia dimostrato la propria buona fede e l'ingresso regolare in Italia.
  • Il cittadino straniero il cui nulla osta sia stato revocato può meritare tutela, in applicazione dei principi di proporzionalità e ragionevolezza, se dimostra di avere medio tempore instaurato un effettivo rapporto di lavoro con un diverso datore, regolarmente documentato e retribuito.
  • Nel valutare la legittimità della revoca del nulla osta e del diniego del permesso per attesa occupazione, l'amministrazione deve considerare il tempo trascorso dall'ingresso regolare del lavoratore e il suo comprovato inserimento nella vita economica e sociale, senza limitarsi alle irregolarità del rapporto di lavoro originario.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiorno
RamiImmigrazione e cittadinanza
IstitutiProporzionalità e ragionevolezzaLegittimo affidamento

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