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Sentenza

Sentenza n. 1138/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'accertamento dell'illegittimità del silenzio/inadempimento/rifiuto formatosi sull'istanza di rilascio del visto per motivi di studio avanzata dal ricorrente presso l'Ambasciata Italiana di Islamabad – Pakistan.

Giustizia amministrativa202513606

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio formatosi sull'istanza di attivazione del procedimento per il rilascio di un visto d'ingresso per motivi di studio presso l'Ambasciata italiana di Islamabad

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso ai sensi dell'art. 117 c.p.a. per ottenere l'accertamento dell'illegittimità del silenzio-inadempimento o rifiuto formatosi sull'istanza volta all'attivazione del procedimento per il rilascio di un visto d'ingresso in Italia per motivi di studio. Dopo la proposizione del ricorso, la competente sede diplomatica ha fissato un appuntamento per la presentazione della domanda di visto.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, rilevando che l'avvenuta fissazione dell'appuntamento e la conseguente attivazione del procedimento per il rilascio del visto hanno soddisfatto la pretesa azionata, ai sensi del combinato disposto degli artt. 34, comma 5, e 117 c.p.a. Le spese di lite sono state compensate, considerato il tempo non particolarmente esteso intercorso tra la richiesta di appuntamento e la notificazione del ricorso e il comportamento dell'amministrazione, che si è attivata in tempi ragionevoli. L'amministrazione è stata comunque condannata a restituire al ricorrente le somme eventualmente versate a titolo di contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    Disciplina l'azione avverso il silenzio della pubblica amministrazione; il ricorso è divenuto privo di oggetto dopo l'attivazione del procedimento amministrativo.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Consente di dichiarare la cessazione della materia del contendere quando la pretesa azionata è integralmente soddisfatta nel corso del giudizio.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio ai sensi dell'art. 117 c.p.a., la sopravvenuta attivazione del procedimento amministrativo oggetto dell'inerzia soddisfa la pretesa processuale relativa all'avvio del procedimento e determina la cessazione della materia del contendere, ai sensi del combinato disposto degli artt. 34, comma 5, e 117 c.p.a.
  • La fissazione, da parte della competente sede diplomatica, dell'appuntamento necessario alla presentazione della domanda di visto integra l'attivazione del procedimento amministrativo e rende non più attuale la domanda contro il silenzio formatasi sulla richiesta di avvio.
  • In caso di cessazione della materia del contendere per sopravvenuta attivazione dell'amministrazione, la regolazione delle spese può tener conto del tempo intercorso tra la richiesta dell'interessato e la notificazione del ricorso nonché del comportamento collaborativo dell'amministrazione; il contributo unificato eventualmente versato può essere posto a carico dell'amministrazione mediante restituzione al ricorrente.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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