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Sentenza

Sentenza n. 443/2026 - Salerno, Sezione 2

per l'annullamento 1. della nota prot. n. 0001227 del 10.1.2023 del Comune di Pagani, avente ad ogget-to:” Richiesta di permesso di costruire in sanatoria ai sensi dell'art. 36 del DPR 380/01, per opere edili realizzate in assenza di titoli alla via Coralli n. 197, su suolo distinto in catasto al foglio 6 part. N. 236 sub 12” con la quale il Comune di Pagani ha respinto l'istanza presentata dal sig. Mario Libroia; 2. nonché di ogni ulteriore atto anteriore o successivo, comunque ad esso connesso, consequenziale e, in ogni caso, richiamato nell'atto sub 1); nonché per l'accertamento e per la declaratoria: a.- dell'illegittimità del procedimento ex art. 36 DPR 380/2001 posto in essere dall'Amministrazione comunale e, conseguentemente b. - del diritto del ricorrente a legittimare l'opera ed a conservarla, anche in ragione del c.d. diritto alla casa ex art. 8 C.E.D.U.;

Giustizia amministrativa202300358

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di permesso di costruire in sanatoria ex art. 36 d.P.R. 380/2001 relativo a opere edilizie realizzate senza titolo

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego comunale sull'istanza di permesso di costruire in sanatoria, chiedendo l'annullamento dell'atto e degli atti connessi, nonché l'accertamento dell'illegittimità del procedimento e del proprio diritto a legittimare e conservare l'opera, anche in riferimento al diritto alla casa ex art. 8 CEDU. Nel corso del giudizio, con memoria depositata il 10 febbraio 2026, ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione del ricorso.

La decisione

Il TAR ha qualificato la dichiarazione del ricorrente come univoco argomento di prova della sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, ai sensi dell'art. 84, comma 4, c.p.a., e ha conseguentemente dichiarato il ricorso improcedibile ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Non è stata esaminata la legittimità del diniego edilizio né il merito delle domande di annullamento e accertamento. Le spese di giudizio sono state integralmente compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 36 d.P.R. 380/2001

    Disciplina il permesso di costruire in sanatoria oggetto dell'istanza respinta dal Comune; la sentenza non ne esamina nel merito i presupposti.

  • art. 8 CEDU

    Invocato dal ricorrente quale fondamento del diritto alla casa e alla conservazione dell'opera; la sentenza non esamina tale deduzione.

  • art. 84, comma 4, c.p.a.

    La dichiarazione della parte sulla sopravvenuta perdita di interesse è valutata quale univoco argomento di prova della sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Impone la declaratoria di improcedibilità del ricorso quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

Massime di principio

  • La dichiarazione univoca del ricorrente di non avere più interesse alla decisione costituisce argomento di prova della sopravvenuta carenza di interesse e consente di dichiarare improcedibile il ricorso.
  • Quando il ricorso diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, il giudice non deve esaminare nel merito i vizi dedotti contro il provvedimento impugnato né le domande di accertamento connesse.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioInvalidità del provvedimentoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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