Cassazione Penale, Sentenza n. 7630/2022 del 03/03/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato la richiesta di riesame avverso il decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. di Catanzaro (7/6/2021) per plurime violazioni dell'art. 452-quaterdecies c.p., contestate ai capi A), B) e G), e per la responsabilità amministrativa dell'ente ex d.lgs. n. 231/2001 (capo H1). La difesa deduceva: vizio di motivazione sul periculum in mora e sul fumus; sproporzione del sequestro impeditivo esteso all'intero complesso aziendale e alle quote; inammissibilità del sequestro impeditivo verso l'ente per mancanza di richiamo normativo e per sovrapposizione con le misure interdittive previste dal d.lgs. 231/2001; mancata considerazione degli elementi rilevanti ai fini della responsabilità dell'ente (art. 6 d.lgs. 231/2001); violazione del contraddittorio anticipato e del diritto di difesa ai sensi dell'art. 47 d.lgs. 231/2001.
La decisione
Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile per difetto di legittimazione: la nomina del difensore societario risulta effettuata dal legale rappresentante Concetta Silipo che, secondo le incolpazioni, è a sua volta indagata per i reati presupposto; tale nomina è pertanto viziata per violazione dell'art. 39 d.lgs. n. 231/2001 (divieto di rappresentanza da parte del rappresentante legale imputato/indagato) e il ricorso reveste un vizio di legittimazione rilevabile d'ufficio. Perciò il procedimento di cassazione è stato respinto come inammissibile; la ricorrente è stata condannata alle spese processuali e a una sanzione pecuniaria prevista nel dispositivo.
Norme richiamate
art. 39 d.lgs. n. 231 del 2001
Stabilisce il generale divieto di rappresentanza dell'ente da parte del legale rappresentante se questi è imputato/indagato del reato presupposto: la nomina del difensore effettuata da tale rappresentante è nulla e comporta inammissibilità del ricorso.
art. 591, comma 1, lett. a) cod. proc. pen.
Consente la rilevabilità d'ufficio del difetto di legittimazione; il vizio di rappresentanza è stato dichiarato rilevabile d'ufficio e ha portato all'inammissibilità.
art. 616 cod. proc. pen.
Applicato per escludere l'assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità e per motivare la condanna della ricorrente al pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria.
art. 452-quaterdecies cod. pen.
Reato presupposto contestato nelle fattispecie A), B) e G); citato nel contesto dell'originario decreto di sequestro preventivo, ma non deciso nel merito in sede di cassazione per inammissibilità formale.
art. 25-undecies d.lgs. n. 231 del 2001
Norma richiamata per l'illecito amministrativo dell'ente (capo H1) derivante dalle condotte contestate; la responsabilità dell'ente è il fondamento della misura cautelare contro il patrimonio societario.
art. 53 d.lgs. n. 231 del 2001
Richiamato dalla difesa per sostenere l'impossibilità di applicare il sequestro impeditivo all'ente senza il richiamo al comma 1 dell'art. 321 c.p.p.; il giudice non ha deciso tale questione nel merito a causa dell'inammissibilità formale del ricorso.
art. 47 d.lgs. n. 231 del 2001
Prevede il contraddittorio anticipato in riferimento ad alcune misure interdittive; la difesa ha lamentato la violazione del diritto di difesa ma la questione non è stata esaminata in quanto il ricorso è stato dichiarato inammissibile per vizi di legittimazione.
art. 321 cod. proc. pen.
Norma sul sequestro preventivo; la difesa ha contestato l'applicazione del sequestro impeditivo all'ente invocando l'assenza del richiamo normativo, ma la Corte si è limitata a statuire l'inammissibilità del ricorso per vizio di rappresentanza.
art. 606 cod. proc. pen.
Richiamato in relazione ai motivi di cassazione dedotti dalla difesa (vizi di motivazione e violazioni di legge), ma il merito non è stato esaminato per l'inammissibilità formale del ricorso.
art. 23 d.l. 28/10/2020, n. 137
Norma citata solo in relazione alla redazione della requisitoria del Pubblico Ministero, senza incidenza sulla decisione di ammissibilità.
Massime di principio
- La nomina del difensore dell'ente deve essere effettuata da un soggetto legittimato: il legale rappresentante non può nominare il difensore se è a sua volta imputato o indagato per il reato presupposto; in caso contrario la nomina è nulla e i rimedi processuali saranno inammissibili.
- Il difetto di legittimazione per violazione dell'art. 39 d.lgs. 231/2001 è rilevabile d'ufficio (art. 591 c.p.p.) e può determinare l'inammissibilità del ricorso senza che vengano esaminate le censure di merito sul sequestro.
- Prima di proporre ricorsi contro misure cautelari che colpiscono l'ente, occorre verificare la regolarità della rappresentanza societaria e la validità delle procure e delle procure speciali; se il rappresentante legale è coinvolto penalmente, l'ente deve munirsi di un rappresentante diverso o di idonea autorizzazione/statuto per nominare un difensore.
- Anche quando siano dedotte questioni di merito (es. periculum in mora, fumus, proporzionalità del sequestro impeditivo), tali questioni resteranno inespresse se sussiste un vizio formale di legittimazione che impedisce l'esame del ricorso.
- In situazioni analoghe è opportuno documentare preventivamente la titolarità e la legittimazione alla nomina del difensore (procure, delibere sociali, designazione di un amministratore pro tempore non indagato) prima di promuovere impugnazioni contro misure cautelari.
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