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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41362/2023 del 11/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza che ha confermato la custodia cautelare in carcere per il reato di tentato omicidio pluriaggravato. Inizialmente deduceva: (i) assenza di "animus necandi" e incongruità della qualificazione giuridica; (ii) carenza di elementi per ritenere la premeditazione, siccome le tracce di benzodiazepine nelle urine della persona offesa potrebbero derivare da assunzioni pregresse; (iii) assenza di concreto e attuale pericolo di reiterazione, posto che la persona offesa descriveva il compagno come non violento. Il difensore ha successivamente rinunciato al primo motivo e ha insistito sui motivi relativi alla premeditazione e alle esigenze cautelari.

La decisione

La Corte rigetta il ricorso. Accoglie che la rinuncia al primo motivo esime dall'esame di quella doglianza. Rileva carenza di interesse rispetto all'impugnazione della premeditazione (secondo motivo) dopo la rinuncia al primo motivo e, comunque, giudica infondata la censura: il Tribunale ha adeguatamente motivato la premeditazione fondandosi primariamente sulle dichiarazioni della persona offesa (sonnolenza improvvisa) e, secondariamente, sul riscontro di tracce di benzodiazepine. Quanto alle esigenze cautelari, la Corte ritiene fondata la valutazione del Tribunale: la gravità del fatto e le modalità esecutive indicano un pericolo concreto di reiterazione, e la custodia in carcere è risultata l'unica misura idonea. Il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • Codice penale, artt. 56, 575, 61 nn. 5 e 11, 577 nn. 1, 2 e 3

    Norme sostanziali richiamate nell'imputazione: tentato omicidio (art. 56 e 575) e circostanze aggravanti contestate (art. 61 nn. 5 e 11; art. 577 commi relativi ad aggravanti). Servono a definire il quadro dell'accusa e le aggravanti rilevanti ai fini della qualificazione del fatto.

  • Codice di procedura penale, art. 311

    Attribuisce legittimazione a proporre ricorso per cassazione contro pronunce del Tribunale distrettuale in materia di libertà personale; la Corte richiama tale norma per valutare la legittimazione a impugnare.

  • Codice di procedura penale, art. 568, comma 4

    Stabilisce il principio dell'interesse concreto ed attuale all'impugnazione; la Corte lo applica per valutare la carenza di interesse del ricorrente a contestare determinate aggravanti quando la loro esclusione non produce utilità cautelare immediata.

  • Codice di procedura penale, artt. 125 e 292

    Norme richiamate dalla difesa in tema di motivazione e valutazione della prova; la Corte ritiene che il Tribunale si sia sufficientemente confrontato con gli elementi difensivi (es. pregressa assunzione di farmaci) e che la motivazione sulla premeditazione sia adeguata.

Massime di principio

  • La rinuncia a un motivo centrale di impugnazione può determinare la carenza di interesse rispetto ad altri motivi: se l'esito della questione rinunciata rende ininfluente la diversa qualificazione ai fini cautelari, il ricorso può essere considerato privo di interesse.
  • La premeditazione può essere ritenuta anche sulla base delle dichiarazioni della persona offesa e di elementi indiziari secondari (es. tracce di farmaci); l'assenza di prova assoluta della somministrazione immediata non esclude automaticamente la ricostruzione motivata del giudice.
  • Nelle decisioni cautelari il giudice può legittimamente fondare il pericolo di reiterazione non solo su precedenti condotte dell'indagato ma anche sulla gravità del fatto e sulle modalità esecutive: un agguato notturno con uso di sostanze sedative e armi costituisce elemento prognostico rilevante.
  • La contestazione di aggravanti (es. premeditazione) è rilevante in sede di impugnazione cautelare solo se la loro esclusione produce effetti immediati sulla sussistenza o sulla durata della misura cautelare; altrimenti il rimedio può essere dichiarato senza interesse.
  • Per contrastare efficacemente la misura cautelare è necessario proporre elementi concreti e recenti che negativizzino il periculum libertatis (es. prove che escludano la reale attualità del pericolo di reiterazione o che dimostrino la fragilità delle fonti probatorie su cui si fonda la previsione del rischio).

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