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Cassazione Civile, Ordinanza n. 30113/2021 del 26/10/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (contribuente)

La controversia

La controversia riguarda l’impugnazione di un avviso di accertamento per IRPEF, IRAP e IVA relative all’anno d’imposta 2012. Dopo un accesso breve presso il locale in cui la contribuente svolgeva attività commerciale, l’amministrazione aveva svolto ulteriori acquisizioni di documenti e chiarimenti, conclusi con un processo verbale di constatazione e con la successiva emissione dell’avviso di accertamento. I giudici di merito avevano annullato l’atto ritenendo necessaria la preventiva instaurazione del contraddittorio endoprocedimentale e il rispetto del termine dilatorio di 60 giorni. L’Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per cassazione denunciando violazione e falsa applicazione dell’art. 12, comma 7, L. n. 212/2000, sostenendo che il termine dilatorio non fosse applicabile o comunque che il contraddittorio preventivo non fosse necessario nel caso concreto.

La decisione

La Corte ha ritenuto infondato l’unico motivo di ricorso. Ha affermato che la disciplina del termine dilatorio di 60 giorni prevista dall’art. 12, comma 7, dello Statuto del contribuente si applica anche agli accessi brevi finalizzati all’acquisizione di documentazione, poiché l’intromissione autoritativa nei locali del contribuente è comunque idonea a far scattare le garanzie procedimentali. Nel caso concreto, le attività successive all’accesso breve sono state considerate una prosecuzione unitaria del medesimo accertamento, sicché il termine andava computato rispetto alla chiusura delle operazioni di verifica culminate nel verbale del 29 luglio 2016. Il ricorso è stato quindi rigettato, con condanna dell’Agenzia ricorrente al pagamento delle spese in favore della controricorrente.

Norme richiamate

  • art. 12, comma 7, L. 27 luglio 2000 n. 212

    Il termine dilatorio di sessanta giorni per l’emissione dell’avviso di accertamento si applica anche agli accessi brevi, e la sua inosservanza comporta l’illegittimità dell’atto salvo specifiche ragioni di urgenza.

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    È il parametro processuale invocato per dedurre la violazione e falsa applicazione di legge.

Massime di principio

  • Il termine dilatorio di 60 giorni previsto dall’art. 12, comma 7, dello Statuto del contribuente opera anche quando l’accesso dei verificatori sia breve e finalizzato alla sola acquisizione di documenti, senza che la norma consenta distinzioni basate sulla durata dell’accesso.
  • L’intromissione autoritativa dell’amministrazione nei locali del contribuente, anche se limitata nel tempo, attiva le garanzie procedimentali previste dall’art. 12, comma 7, L. n. 212/2000.
  • Quando le attività successive all’accesso costituiscono prosecuzione funzionale del medesimo accertamento, il termine dilatorio decorre dalla chiusura complessiva delle operazioni di verifica e non da una fase isolata dell’istruttoria interna.
  • La deroga al termine dilatorio è ammissibile solo in presenza di specifiche ragioni di urgenza; non è invece sufficiente qualificare l’attività successiva come mera istruttoria autonoma se essa è consequenziale all’accesso presso il contribuente.

Come è indicizzato

MaterieAccertamentoContenzioso tributario
RamiTributi
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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