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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 50846/2023 del 20/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso impugnava l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza che aveva accolto il reclamo del detenuto e autorizzato il possesso permanente di un lettore CD e di CD musicali anche nelle ore notturne. L'Amministrazione contestava la decisione denunciando violazione dell'art. 41-bis (sottolineando che il divieto di acquisto/possesso non incide sul diritto ad ascoltare musica ma sulle modalita' di esercizio, che competono all'Amministrazione per ragioni di sicurezza e prevenzione dei contatti illeciti), nonche' contraddittorieta', manifesta illogicita' e eccesso di potere per avere il Tribunale sindacato scelte organizzative dell'Amministrazione (in particolare la previsione di fasce orarie per l'uso del lettore), ritenute proporzionate e funzionali alla sicurezza notturna.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata del Tribunale di sorveglianza e, per gli stessi motivi, l'ordinanza del Magistrato di sorveglianza del 13/07/2022. La Corte ha stabilito che la materia relativa alla detenzione del lettore CD nelle ore notturne ha natura organizzativa e attiene alla sfera discrezionale dell'Amministrazione penitenziaria; il Giudice di sorveglianza non doveva sostituirsi a tale valutazione a meno che non emergesse una manifesta irragionevolezza o una lesione del diritto in quanto tale. Inoltre la Corte ha ricordato che il diniego di autorizzazione all'ingresso/detenzione di dispositivi e supporti e' legittimo quando la messa in sicurezza richieda oneri di risorse umane e materiali non esigibili dall'Amministrazione. Pertanto l'impugnazione dell'Amministrazione e' stata accolta.

Norme richiamate

  • art. 41-bis, legge 26 luglio 1975, n. 354 (ordinamento penitenziario)

    La norma consente misure restrittive finalizzate a impedire contatti illeciti dei detenuti soggetti al regime differenziato; l'Amministrazione puo' regolamentare le modalita' di esercizio di diritti (es. possesso e uso di dispositivi) e negare l'ingresso o la detenzione di dispositivi quando la messa in sicurezza degli stessi richieda oneri di risorse umane e materiali non esigibili.

  • artt. 35-bis e 69, comma 6, lett. b), ordinamento penitenziario

    art. 35-bis; art. 69, comma 6, lett. b

    Indicano il rimedio del reclamo giurisdizionale al Magistrato di sorveglianza: e' consentita tutela giurisdizionale solo per posizioni soggettive qualificate come 'diritto' che subiscono un attuale e grave pregiudizio; le limitazioni organizzative e le modalita' di esercizio dei diritti sono sindacabili solo se manifestamente irragionevoli o se determinano una reale ed effettiva inibizione del diritto in quanto tale.

Massime di principio

  • Distinguere tra diritto in senso sostanziale e modalita' di esercizio: la negazione del diritto in quanto tale e' sindacabile, le regolazioni organizzative delle modalita' no, salvo manifesta irragionevolezza o lesione effettiva del nucleo del diritto.
  • In regime 41-bis l'Amministrazione puo' limitare possesso e uso di dispositivi se la messa in sicurezza comporta oneri non esigibili in termini di risorse umane e materiali.
  • I giudici di sorveglianza devono verificare puntualmente se l'esclusione dell'oggetto (es. lettore CD) e' giustificata da esigenze concrete di sicurezza o se e' una misura meramente afflittiva.
  • La valutazione delle fasce orarie e delle modalita' d'uso di apparecchi rientra di norma nella discrezionalita' organizzativa dell'Amministrazione penitenziaria e non puo' essere sostituita dal giudice se non in presenza di motivazione manifestamente illogica o discriminatoria.
  • Per impugnare con successo misure amministrative relative a modalita' d'uso, il detenuto deve dimostrare l'esistenza di un pregiudizio attuale e grave o la manifesta irragionevolezza/disparita' di trattamento rispetto ad altri oggetti o detenuti.
  • L'Amministrazione, se limita modalita' di esercizio di diritti, dovrebbe documentare le ragioni tecniche e l'onere organizzativo necessario per la messa in sicurezza, e valutare alternative meno restrittive quando possibili.

Testo integrale

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