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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20170/2023 del 11/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva rigettato la richiesta di riesame contro la custodia cautelare in carcere applicata dal GIP per i reati di tentato omicidio premeditato, detenzione e porto in luogo pubblico di arma comune da sparo, aggravati ex art. 416‑bis (e, per le armi, con nesso teleologico). Il ricorrente contestava la qualificazione della condotta come tentato omicidio (sostenendo che si trattava al più di una 'lezione' o intimidazione), la ricostruzione delle intercettazioni e videoriprese, l'addebito relativo alle armi (anche in momenti in cui Vangone sarebbe stato assente/ ricoverato) e la sussistenza dellaggravante di matrice mafiosa e della descrizione sommaria dei fatti che, a suo dire, avrebbe compromesso il diritto di difesa. Le difese insistevano altresì sullinsufficienza della prova a carico di Vangone, essenzialmente basata su una conversazione del 22 marzo 2022 e su immagini di sopralluogo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse motivato in modo ampio e coerente la sussistenza dei gravi indizi e delle esigenze cautelari, potendo legittimamente qualificare le condotte come tentato omicidio premeditato e ritenere il concorso di Vangone, anche alla luce della conversazione del 22 marzo 2022 e delle videoriprese. La Corte ha inoltre ritenuto lecita la valutazione del concorso morale nel porto/detenzione dellarma e congrua lapplicazione dellaggravante ex art. 416‑bis, desunta dal contesto e dallo scopo consolidativo del gruppo criminale. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile e il ricorrente condannato alle spese nonché al versamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende ai sensi dellart. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 309 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per l'azione del Tribunale del riesame nella valutazione dellimpugnazione della misura cautelare; in concreto indica il procedimento di riesame delle misure cautelari.

  • art. 416‑bis cod. pen. (aggravante di tipo mafioso)

    Laggravante e le modalità tipiche dellazione mafiosa sono state ritenute presenti per finalità di rafforzamento degli assetti del gruppo; la Corte ha ammesso che la prova dellaggravante possa emergere da elementi indiziari circostanziati.

  • art. 273 cod. proc. pen.

    Richiamato quale parametro interpretativo per la valutazione complessiva delle risultanze investigative nel quadro della gravità indiziaria; usato come riferimento per lapprezzamento delle prove a supporto della misura.

  • art. 292, comma 2, lett. b) cod. proc. pen.

    Disposizione sul contenuto dellordinanza cautelare (descrizione sommaria del fatto): la Corte conferma che una enunciazione sintetica dei lineamenti essenziali è sufficiente purché consenta allindagato di conoscere il tenore delle accuse.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede le conseguenze economiche in caso di inammissibilità del ricorso per cassazione; dalla declaratoria discendono oneri di spese e il versamento alla Cassa delle ammende, qui quantificato in Euro 3.000,00.

  • art. 23, comma 8, dl. 28 ottobre 2020, n. 137

    Norma che ha autorizzato la trattazione scritta del ricorso in Cassazione; citata per la procedura seguita nel caso.

  • Sentenza Corte Costituzionale 13 giugno 2000, n. 186

    Richiamata in relazione allaccertamento che non risultano elementi per ritenere che il ricorso sia stato proposto con colpa: pur assente colpa, l'inammissibilità comporta comunque le conseguenze di cui allart. 616 c.p.p.

Massime di principio

  • Il giudizio di legittimità sulle misure cautelari in Cassazione è limitato: la Corte verifica violazioni di legge o manifesta illogicità della motivazione, senza riesaminare i fatti né sostituirsi allapprezzamento del giudice di merito sullattendibilità delle fonti.
  • Una descrizione sommaria del fatto nellordinanza cautelare è sufficiente se consente allindagato di comprendere immediatamente la natura dellaccusa; non è dunque necessaria una elencazione dettagliata di tutti gli elementi probatori.
  • Singole intercettazioni o conversazioni, se coerenti con altri elementi (videoriprese, sopralluoghi, contesto investigativo), possono costituire base idonea per ritenere la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza.
  • Il concorso morale in reati con uso di arma può essere riconosciuto anche quando larma sia materialmente detenuta da altro compartecipe, se il contribuente ha aderito allimpresa e fornito informazioni o istruzioni utili alluso dellarma.
  • Laggravante di matrice mafiosa può essere desunta da elementi indiziari che mostrino la finalità di rafforzare o consolidare posizioni di potere allinterno di un gruppo criminoso; la giurisprudenza ammette prove indirette purché circostanziate.
  • In cassazione le doglianze devono rispettare il principio di autosufficienza: i motivi che invocano lacune documentali o errori di valutazione devono allegare o trascrivere integrale-mente gli atti rilevanti; altrimenti rischiano linammissibilità per genericità.

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