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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19324/2026 del 27/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione, ex art. 606, comma 1, lett. b) e c), cod. proc. pen., dell'ordinanza del Tribunale di Prato del 22/12/2025 che aveva rigettato la richiesta di riesame e confermato il decreto di convalida del sequestro probatorio emesso il 25/11/2025. Il ricorrente lamenta violazione di legge e motivazione apparente: sostiene che il pubblico ministero non abbia prodotto le fotografie dei beni e si sia basato soltanto sulla valutazione della polizia giudiziaria; che il sequestro abbia carattere meramente esplorativo e sia sproporzionato rispetto all'esigenza probatoria; e che l'ordinanza non avrebbe applicato correttamente la giurisprudenza in materia.

La decisione

La Corte dichiara il ricorso inammissibile per aspecificità e manifesta infondatezza del motivo proposto. La Corte rileva che il Tribunale di Prato ha operato un autonomo e logico accertamento del fumus commissi delicti, fondato su elementi fattuali quali l'assenza di fatture d'acquisto o fatture emesse da società prive di sede legale, il numero e la natura dei beni sequestrati e la presenza di noti marchi, che giustificano accertamenti tecnici per verificare la contraffazione. La censura sulla proporzionalità è ritenuta aspecifica e priva del necessario confronto critico con il provvedimento impugnato. Conseguentemente il ricorrente è condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende. Sentenza emessa il 22/04/2026.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. b) e c), cod. proc. pen.

    Norma che individua i motivi di ricorso per cassazione contro ordinanze in materia penale; qui è richiamata per valutare l'ammissibilità del ricorso e richiede specificità nella contestazione di violazione di legge o vizi motivazionali radicali.

  • art. 253 cod. proc. pen.

    Normativa procedurale richiamata in relazione ai presupposti del sequestro (nel testo utilizzata per inquadrare i requisiti procedurali del vincolo probatorio).

  • art. 125, comma 3, cod. proc. pen.

    Richiamato come riferimento sulle garanzie procedurali e sull'obbligo di motivazione dei provvedimenti giurisdizionali; la Corte osserva che la motivazione deve essere congrua e comprensibile.

  • art. 474 cod. pen.

    Norma sostanziale richiamata in relazione al fumus commissi delicti (reato ipotizzato connesso alla contraffazione/alterazione dei beni); la Corte ha ritenuto presenti indizi che giustificavano accertamenti tecnici.

  • art. 648 cod. pen.

    Norma sostanziale richiamata (reato considerato nel giudizio sul fumus); la valutazione del Tribunale ha ritenuto sussistenti elementi logici e fattuali che legittimano il sequestro probatorio.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione contro ordinanze su sequestri preventivi o probatori è ammesso solo per specifiche violazioni di legge e necessita di censure precise; motivi generici o richiamo astratto alla giurisprudenza sono inammissibili.
  • Il giudice dell'istanza di riesame può svolgere un autonomo accertamento del fumus commissi delicti: non è sufficiente l'affermazione del pubblico ministero se il Tribunale indica elementi fattuali e logici (es. assenza di documentazione d'acquisto, peculiarità e marchi dei beni) che giustificano il sequestro probatorio.
  • Per contrastare un sequestro probatorio occorre dimostrare che la motivazione è radicalmente carente (priva dei minimi requisiti di coerenza, completezza e ragionevolezza) o che manca qualsiasi indizio concreto che colleghi i beni al reato; la sola contestazione che non siano state prodotte fotografie non è di per sé sufficiente, se il giudice ha argomentato su altri elementi probatori.
  • La censura sul requisito di proporzionalità dev'essere specifica: bisogna confrontarsi puntualmente con le ragioni esposte dal giudice e dimostrare concretamente l'eccesso o l'inidoneità della misura rispetto all'esigenza probatoria.
  • Quando si richiede l'annullamento in Cassazione di un provvedimento cautelare, è strategico documentare in modo dettagliato le carenze istruttorie o logiche dell'ordinanza impugnata (e non limitarsi a riferimenti normativi o giurisprudenziali generici).

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