Sentenza n. 388/2026 - Genova, Sezione 1
per l'annullamento - del decreto n. 7967 del 14.12.2022 e dei relativi allegati, recante “Ripiano per il superamento del tetto di spesa dei dispositivi medici per agli anni 2015, 2016, 2017 e 2018. Individuazione delle aziende fornitrici e dei relativi importi di ripiano”; - del Decreto adottato dal Ministro della Salute di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze il 6.7.2022, recante “Certificazione del superamento del tetto di spesa dei dispositivi medici a livello nazionale e regionale per gli anni 2015, 2016, 2017 e 2018” (G.U.R.I., Serie generale, n. 216 del 15.9.2022); - del Decreto del Ministro della Salute del 6.10. 2022 di “Adozione delle linee guida propedeutiche all'emanazione dei provvedimenti regionali e provinciali in tema di ripiano del superamento del tetto per i dispositivi medici a livello nazionale e regionale per gli anni 2015, 2016, 2017 e 2018” (G.U.R.I., Serie generale, n. 251 del 26.10.2022); - dell'Accordo rep. atti n. 181/CSR del 7.11.2019 sottoscritto tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano sulla proposta del Ministero della Salute di attuazione dell'art. 9-ter, del d.l. 19.6.2015, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 6.8.2015, n. 125, di “Individuazione dei criteri di definizione del tetto di spesa regionale per l'acquisto di dispositivi medici e di modalità di ripiano per gli anni 2015-2016-2017 e 2018”; - della Circolare del Ministero della Salute prot. n. 22413 del 29.7.2019, recante “Indicazioni operative per l'applicazione delle disposizioni previste dall'articolo 9-ter, commi 8 e 9, del decreto-legge 18 giugno 2015, n. 78”; - di qualsiasi altro atto presupposto, connesso e/o conseguente a quelli sopra indicati, finalizzato direttamente o indirettamente a richiedere all'azienda di ripianare pro quota il predetto superamento dei tetti di spesa, ivi incluse - ove occorrer possa – la Deliberazione del Direttore generale n. 719 del 14/8/2019 della ASL 1 Sistema Sanitario Regione Liguria, la Deliberazione del Commissario Straordinario n. 655 del 21/8/2019 della ASL 2 Sistema Sanitario Regione Liguria, la Deliberazione del Direttore generale n. 397 del 23/8/2019 della ASL 3 Sistema Sanitario Regione Liguria, la Deliberazione del Direttore generale n. 582 del 22/8/2019 della ASL 4 Sistema Sanitario Regione Liguria, la Deliberazione del Commissario Straordinario n. 45 del 22/8/2019 della ASL 5 Sistema Sanitario Regione Liguria, la Deliberazione del Direttore generale n. 1338 del 29/8/2019 dell'IRCCS Ospedale Policlinico San Martino, la Deliberazione del Direttore generale n. 672 del 26/8/2019 dell'IRCCS G. Gaslini .
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: atti statali e regionali di determinazione del superamento dei tetti di spesa per dispositivi medici e di quantificazione della quota di ripiano posta a carico dell'impresa per gli anni 2015-2018
Esito
La controversia
L'impresa fornitrice di dispositivi medici ha impugnato il decreto regionale di individuazione delle aziende fornitrici e dei relativi importi di ripiano, nonché i decreti ministeriali, l'accordo interistituzionale, la circolare ministeriale e gli ulteriori atti presupposti e conseguenti relativi al ripiano del superamento dei tetti di spesa per gli anni 2015, 2016, 2017 e 2018. Il testo della sentenza non espone i motivi di illegittimità dedotti nel ricorso, poiché il giudizio è stato definito per sopravvenuta cessazione della materia del contendere.
La decisione
Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, prendendo atto che la controversia era stata definita secondo le modalità previste dall'art. 7 del d.l. 30 giugno 2025, n. 95, convertito dalla l. 8 agosto 2025, n. 118, mediante il regolare versamento da parte dell'impresa ricorrente del 25% della somma originariamente dovuta per gli anni 2015-2018. La Regione ha chiesto la definizione del giudizio per cessazione della materia del contendere e la ricorrente ha aderito, chiedendo anche la compensazione delle spese; il Collegio ha accolto la richiesta concorde e ha compensato integralmente le spese di giudizio.
Norme richiamate
art. 7 d.l. 30 giugno 2025, n. 95, convertito dalla l. 8 agosto 2025, n. 118
versamento regolarmente effettuato da parte ricorrente del 25% della somma in origine dovuta per gli anni 2015-2018
La definizione agevolata prevista dalla disposizione, concretamente attuata mediante il pagamento della quota ridotta dovuta, ha determinato il venir meno della materia del contendere.
art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.
Richiamato tra le disposizioni processuali applicabili alla decisione di definizione del giudizio.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato tra le disposizioni processuali applicabili alla decisione.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato con riguardo alla trattazione della causa nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.
Massime di principio
- Quando, nel corso del giudizio, una definizione normativa della controversia viene integralmente attuata dal ricorrente mediante il pagamento della somma ridotta prevista dalla legge, e le parti concordano sul venir meno dell'interesse alla decisione, il giudice amministrativo dichiara la cessazione della materia del contendere.
- In presenza di una richiesta concorde delle parti volta alla definizione del giudizio per cessazione della materia del contendere, il giudice può compensare le spese processuali secondo l'accordo intervenuto tra le parti.
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