Cassazione Penale, Sentenza n. 27465/2022 del 15/07/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il Procuratore impugna l'ordinanza del Tribunale del riesame di Verbania che, ritenendo insussistente il fumus del reato previsto dall'art. 8 d.lgs. n.74/2000 (emissione di fatture per operazioni inesistenti) contestato in concorso, ha annullato il decreto di sequestro preventivo emesso l'11/08/2021. Il P.M. deduce violazione di legge (con riferimento all'art.125, comma 3 c.p.p.) per motivazione apparente, sostenendo che il Tribunale del riesame avrebbe omesso o travisato elementi decisivi (due conversazioni intercettate, la collocazione dell'ufficio dell'indagata nello stesso stabile della Frantossola e la circostanza dei numerosi camion della società) che dimostrerebbero la conoscenza da parte di Cinzia Romeggio del meccanismo illecito.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso del Procuratore inammissibile ai sensi degli artt. 606, comma 3 e 325 c.p.p.: contro le ordinanze del riesame il ricorso per cassazione è ammesso solo per violazione di legge e non per rivalutazione del merito o della motivazione, salvo i casi di motivazione mancante o manifestamente apparente. La Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame abbia dato motivazione coerente, completa e ragionevole circa l'assenza dell'elemento soggettivo (ruolo di dipendente/subordinata, attività svolte nell'ambito delle mansioni e condizioni economiche), e che le osservazioni del P.M. costituiscano contestazioni di merito e travisamento della prova non sindacabili in questa sede. Conseguenza: il ricorso è inammissibile e resta confermata l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva annullato il sequestro preventivo.
Norme richiamate
art. 8 d.lgs. n. 74/2000
Norma sostanziale contestata: riguarda l'emissione di fatture per operazioni inesistenti. Per la configurabilità del reato è necessario anche l'elemento soggettivo (conoscenza/consapevolezza del meccanismo illecito).
art. 125 cod. proc. pen.
Obbligo di motivazione delle decisioni giudiziali; la mancanza assoluta o la motivazione apparente possono costituire violazione di legge rilevabile in cassazione contro le ordinanze del riesame.
art. 325 cod. proc. pen.
Limiti del ricorso per cassazione avverso le ordinanze del riesame: ammesso solo per violazione di legge, con preclusione della sindacabilità del merito o della motivazione se non rientranti nei casi di motivazione mancante o apparente.
art. 606 cod. proc. pen. (comma 3 e comma 1, lett. e))
Indica i motivi di ricorso per cassazione e le ipotesi di inammissibilità; la fattispecie della illogicità manifesta della motivazione è deducibile solo con il motivo specifico di cui alla lett. e).
art. 23, comma 8, D.L. n.137/2020
Norma procedurale richiamata per il rito/processo (il ricorso è stato trattato ai sensi di questa previsione). Nel caso ha riguardato l'oggetto processuale ma non ha inciso sul merito della valutazione delle prove operata dal riesame.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione contro le ordinanze del Tribunale del riesame è limiato a profili di illegittimità di diritto: non è lo strumento per rinnovare la valutazione delle prove o per criticare la discreta valutazione motivazionale, salvo motivazione completamente mancante o apparentemente priva dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza.
- Se la decisione del riesame espone un percorso argomentativo comprensibile e coerente (anche se il P.M. ritiene che vi siano elementi a favore dell'accusa), la Cassazione dichiarerà il ricorso inammissibile: questioni di merito e travisamento della prova devono essere dedotte nei rimedi che consentono la revisione del merito, non con il ricorso per violazione di legge.
- Quando si chiede il mantenimento di misure reali (sequestri) è fondamentale che il provvedimento motivi in modo esplicito sul fumus e sull'elemento soggettivo: per resistere a un'eventuale impugnazione in cassazione, la motivazione del riesame deve risultare completa e collegare gli indizi alla tesi dell'assenza o presenza della consapevolezza dell'illecito.
- Per la parte che impugna una decisione di riesame, è strategico puntare a censure di diritto effettive (p.es. motivazione del tutto mancante o contraddittoria) piuttosto che contestazioni che siano sostanzialmente ricalchi di valutazioni di merito o interpretazioni delle intercettazioni e delle circostanze di fatto.
- Nel valutare la sussistenza del fumus per reati fiscali come l'emissione di fatture per operazioni inesistenti, contano sia gli elementi probatori oggettivi (intercettazioni, documentazione, collocazione logistica, flussi di mezzi) sia la ricostruzione della soggettività dell'agente; l'assenza di una motivazione convincente su questi punti può essere l'unica via per far valere la censura in Cassazione.
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