Provvedimento AGCM C12675 n. 31463 del 18/02/2025
MULTICEDI/RAMI DI AZIENDA DI APULIA
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeMulticedi S.r.l. ha acquisito da Apulia Distribuzione S.r.l. il controllo esclusivo di diciassette rami d’azienda corrispondenti a punti vendita Rossotono in Campania, attivi nella GDO. L’AGCM ha esaminato gli effetti sui mercati locali della vendita al dettaglio di prodotti di largo consumo e sul mercato nazionale degli approvvigionamenti, rilevando quote post-merger in alcuni casi superiori al 25% ma senza criticità concorrenziali significative, anche grazie alla presenza di concorrenti forti e a diversion ratio sotto soglia. L’operazione è stata quindi autorizzata senza avvio dell’istruttoria; la clausola di non concorrenza è stata ritenuta accessoria nei limiti di due anni.
Multicedi/17 rami di azienda Apulia (punti vendita Rossotono): acquisto del controllo esclusivo; autorizzazione senza avvio istruttoria
Multicedi / 17 rami di azienda Apulia (Rossotono)
L’operazione riguarda l’acquisizione da parte di Multicedi S.r.l. di diciassette rami d’azienda di Apulia Distribuzione S.r.l., corrispondenti a punti vendita a marchio Rossotono localizzati in Campania. Il provvedimento è adottato in applicazione della disciplina nazionale sulle concentrazioni, con verifica della soglia di notifica e della compatibilità concorrenziale ai sensi della L. 287/1990 e del Regolamento (CE) n. 139/2004.
Parti
Multicedi è una società attiva nella GDO nel Centro-Sud Italia, operante nella vendita all’ingrosso di beni alimentari e non alimentari di largo consumo, nello sviluppo di strutture retail da concedere in fitto e nell’acquisizione di rami d’azienda o partecipazioni. Nel 2023 ha realizzato un fatturato consolidato nazionale compreso tra 1 e 2 miliardi di euro. È associata al Gruppo VéGé e a Decò Italia. Apulia Distribuzione opera anch’essa nella GDO nel Centro-Sud Italia; dal gennaio 2024 aderisce alla centrale di acquisto del Gruppo VéGé.
Oggetto dell’operazione
L’operazione consiste nella cessione a Multicedi di 17 rami d’azienda costituiti da altrettanti punti vendita Rossotono: 5 superette e 12 supermercati, situati nelle province di Avellino, Benevento, Caserta, Napoli e Salerno. Il fatturato complessivo 2023 dei rami ceduti è indicato tra 35 e 100 milioni di euro. Non sono previste condizioni sospensive o risolutive; il closing risulta già perfezionato. È inoltre previsto un patto di non concorrenza, che l’Autorità considera accessorio solo nei limiti di durata non superiore a due anni.
Qualificazione giuridica e competenza
L’AGCM qualifica l’operazione come concentrazione ai sensi dell’art. 5, comma 1, lett. b), L. 287/1990, poiché comporta l’acquisizione del controllo esclusivo di parti di impresa. L’operazione non rientra nell’ambito del Regolamento (CE) n. 139/2004 e ricade nella disciplina nazionale; è soggetta a notifica preventiva ex art. 16, comma 1, L. 287/1990, in ragione del superamento delle soglie di fatturato nazionale: oltre 567 milioni di euro per il complesso delle imprese interessate e oltre 35 milioni di euro per almeno due di esse.
Mercati rilevanti
L’analisi riguarda due profili: i mercati locali della vendita al dettaglio di prodotti alimentari e non alimentari di largo consumo tramite GDO e il mercato nazionale degli approvvigionamenti.
Per il retail, l’Autorità richiama la propria prassi sulle diverse tipologie di punti vendita della GDO e considera, nel caso concreto, rilevanti i mercati delle superette e dei supermercati. I mercati locali sono definiti mediante isocrone: 10 minuti di guida per le superette e 15 minuti di guida per supermercati e ipermercati. I 17 punti vendita ceduti sono localizzati in Campania e comprendono 5 superette e 12 supermercati.
Per gli approvvigionamenti, l’Autorità osserva che la GDO si approvvigiona a livello nazionale attraverso centrali di acquisto o supercentrali; tuttavia, nel caso di specie, lascia aperta l’esatta delimitazione merceologica del mercato, ritenendo che la concentrazione non sia idonea a produrre effetti significativi sotto questo profilo.
Valutazione degli effetti nel retail
L’Autorità esamina le quote post-merger in ciascuna isocrona e rileva che in 14 isocrone la quota della nuova entità non supera il 25%, soglia ritenuta indicativa di assenza di particolari criticità concorrenziali. Nei casi più sensibili, l’analisi si basa anche sui diversion ratio, coerentemente con la prassi dell’AGCM nel settore GDO.
In particolare:
- nell’isocrona n. 1 la quota post-merger è pari a circa 35-40%, con incremento di 5-10 punti; il principale concorrente detiene circa 30-35%, ma il diversion ratio è 17,6%, quindi sotto la soglia di attenzione del 20%;
- nell’isocrona n. 2 la quota post-merger è pari a 25-30%, con incremento di 1-5 punti; il diversion ratio è 13,5%;
- nell’isocrona n. 14 la quota congiunta è pari a 25-30%, con incremento di 1-5 punti, ma il contesto competitivo appare articolato e la presenza di concorrenti qualificati esclude effetti unilaterali rilevanti.
Nel complesso, pur in presenza di alcune quote non marginali, l’Autorità valorizza la presenza di concorrenti solidi, la differenziazione dell’offerta e l’assenza di indici quantitativi idonei a prefigurare effetti anticoncorrenziali significativi.
Valutazione sugli approvvigionamenti
Sul versante nazionale degli acquisti, l’AGCM rileva che operano oltre venti catene distributive e che dieci di esse hanno una quota superiore al 3%. La tabella riportata nel provvedimento mostra la posizione delle principali centrali e supercentrali di acquisto.
Il Gruppo VéGé, cui aderiscono sia Multicedi sia Apulia, rappresenta circa l’8,27% del fatturato totale della distribuzione organizzata in Italia. Poiché l’operazione si realizza tra soggetti già appartenenti alla medesima centrale di acquisto, l’Autorità conclude che non vi è modifica del posizionamento del Gruppo VéGé nel mercato nazionale dell’approvvigionamento. L’esatta delimitazione merceologica di tale mercato viene quindi lasciata aperta.
Conclusioni ed esito
L’AGCM ritiene che la concentrazione non sia idonea a ostacolare in misura significativa la concorrenza effettiva nei mercati interessati e non comporti la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante, ai sensi dell’art. 6, comma 1, L. 287/1990. Di conseguenza, delibera di non avviare l’istruttoria ex art. 16, comma 4, L. 287/1990.
Il provvedimento viene comunicato alle imprese interessate e al Ministro delle Imprese e del Made in Italy. La clausola di non concorrenza è considerata accessoria solo entro il limite di due anni; oltre tale soglia l’Autorità si riserva ogni valutazione ove ne ricorrano i presupposti.
Punti principali
Parti e operazione
Multicedi opera nella GDO nel Centro-Sud Italia, con attività di vendita all’ingrosso, sviluppo di strutture retail e acquisizione di rami d’azienda; nel 2023 ha realizzato un fatturato consolidato nazionale tra 1 e 2 miliardi di euro. Apulia Distribuzione, anch’essa attiva nella GDO nel Centro-Sud, cede a Multicedi diciassette rami d’azienda, costituiti da punti vendita a marchio Rossotono ubicati in Campania (5 superette e 12 supermercati) nelle province di Avellino, Benevento, Caserta, Napoli e Salerno. Il fatturato 2023 dei rami ceduti è indicato tra 35 e 100 milioni di euro.
Qualificazione giuridica e notifica
L’AGCM qualifica l’operazione come concentrazione ai sensi dell’art. 5, comma 1, lett. b), L. 287/1990, in quanto comporta l’acquisizione del controllo esclusivo di parti di impresa. L’operazione ricade nella disciplina nazionale, non essendo soddisfatte le condizioni dell’art. 1 del Regolamento (CE) n. 139/2004, ed è soggetta a notifica preventiva ex art. 16, comma 1, L. 287/1990, poiché il fatturato complessivo nazionale delle imprese interessate supera 567 milioni di euro e almeno due imprese interessate superano 35 milioni di euro di fatturato nazionale.
Clausola di non concorrenza
L’operazione prevede un patto di non concorrenza. L’Autorità lo considera direttamente connesso e necessario alla concentrazione solo se limitato a una durata non eccedente due anni, poiché nel caso concreto deve essere tutelato il valore dell’azienda trasferita in termini di avviamento e non di know-how.
Mercati interessati
L’AGCM individua due versanti di analisi: i mercati locali della vendita al dettaglio di prodotti alimentari e non alimentari di largo consumo tramite GDO, e il mercato nazionale degli approvvigionamenti di tali prodotti. Per il retail, richiama la prassi su superette, supermercati e ipermercati, con mercati locali definiti da isocrone di 10 minuti per le superette e 15 minuti per supermercati e ipermercati. I target sono 17 punti vendita in Campania, di cui 5 superette e 12 supermercati, per cui l’analisi si concentra sui mercati delle superette e dei supermercati.
Valutazione concorrenziale nel retail
Nelle 14 isocrone più rilevanti, la quota post-merger non supera il 25%, soglia che l’Autorità usa come primo indicatore di attenzione. Nelle isocrone n. 1 e 2 la nuova entità raggiunge rispettivamente circa il 35-40% e il 25-30%, ma i diversion ratio risultano pari al 17,6% e al 13,5%, quindi inferiori alla soglia del 20% considerata indicativa di possibili effetti unilaterali. Nell’isocrona 14 la quota congiunta è del 25-30%, ma la presenza di concorrenti qualificati e di un contesto competitivo variegato escludono criticità sostanziali. L’AGCM conclude che non emergono indizi sufficienti di ostacolo significativo alla concorrenza nei mercati locali.
Valutazione sugli approvvigionamenti
Per gli acquisti GDO l’Autorità osserva che operano oltre venti catene distributive e che il Gruppo Végé, cui aderisce Multicedi e dal gennaio 2024 anche Apulia, rappresenta circa l’8,27% del fatturato della distribuzione organizzata in Italia. Poiché entrambe le parti appartengono alla medesima centrale di acquisto, l’operazione non altera il posizionamento del Gruppo Végé sul mercato nazionale degli approvvigionamenti. L’esatta delimitazione merceologica del mercato degli approvvigionamenti viene lasciata aperta, dato l’assenza di effetti competitivi significativi.
Esito
L’AGCM ritiene che l’operazione non ostacoli in misura significativa la concorrenza effettiva nei mercati interessati e non comporti la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante ai sensi dell’art. 6, comma 1, L. 287/1990. Delibera quindi di non avviare l’istruttoria ex art. 16, comma 4, L. 287/1990 e dispone la comunicazione dell’esito alle imprese interessate e al Ministro delle Imprese e del Made in Italy.
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