Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33682/2024 del 04/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza del Tribunale di Catanzaro che aveva dichiarato non doversi procedere per mancanza di querela nei confronti di Saida Mighazli per il reato di furto di energia elettrica aggravato. Il Procuratore ha censurato la decisione sostenendo che il Tribunale ha erroneamente ritenuto assente la condizione di procedibilità alla luce della modifica normativa operata dal d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150, poiché la circostanza aggravante prevista dall'art. 625, comma 1, n. 7 (commissione del fatto su cose destinate a pubblico servizio), che rende il reato procedibile d'ufficio, era stata contestata dal Pubblico ministero in udienza (24/04/2023).

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Pur richiamando orientamenti contrari, il Collegio ha aderito alla linea giurisprudenziale che ammette la contestazione suppletiva in udienza dell'aggravante che rende il reato procedibile d'ufficio anche se è spirato il termine per proporre la querela ai sensi del d.lgs. n. 150/2022, purché la verifica sulla procedibilità sia compiuta nel momento in cui la decisione viene resa. Pertanto la Corte ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio alla Corte d'appello di Catanzaro per il prosieguo del giudizio.

Norme richiamate

  • d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150

    modifica dell'art. 624, comma 3, c.p. e disposizioni transitorie (art. 85) concernenti la procedibilità a querela e i termini per la proposizione della querela

    Ha reso il delitto di furto, in linea generale, procedibile a querela della persona offesa, stabilendo peroù che il reato si procede d'ufficio se ricorre una delle circostanze di cui all'art. 625, numeri 7 (tra le altre). Le norme transitorie sono rilevanti per i termini di querela; la Corte ha ritenuto applicabile la disciplina anche ai fatti antecedenti all'entrata in vigore.

  • art. 624, comma 3, c.p.

    il delitto di furto "è punibile a querela della persona offesa. Si procede tuttavia d'ufficio se la persona offesa è incapace, per età o per infermità, ovvero se ricorre taluna delle circostanze di cui all'articolo 625, numeri 7, salvo che il fatto sia commesso su cose esposte alla pubblica fede, e 7-bis"

    La modificazione ha introdotto la procedibilità a querela con eccezioni; l'esistenza di una circostanza aggravante come quella di cui all'art. 625, n.7 determina la procedibilità d'ufficio.

  • art. 625, comma 1, n. 7, c.p.

    circostanza aggravante della commissione del fatto su cose destinate a pubblico servizio

    Questa aggravante, se contestata e accertata, rende il furto procedibile d'ufficio e, quindi, sottrae il reato alla procedibilità a querela.

  • art. 85 d.lgs. n. 150/2022 (disposizione transitoria)

    termine per proporre la querela decorrente dall'entrata in vigore del decreto

    Stabilisce i termini temporali per la proposizione della querela dopo la modifica normativa; il Tribunale aveva ritenuto che, se il termine era decorso senza querela, dovesse pronunciarsi improcedibile il giudizio, ma la Cassazione ha precisato che la verifica va fatta al momento della decisione e che la contestazione suppletiva può incidere sulla procedibilità.

  • art. 517 c.p.p.

    norma sul "contesto della contestazione suppletiva" e modifica dell'imputazione in udienza

    Consente al pubblico ministero di modificare l'imputazione mediante contestazione in udienza di circostanze aggravanti; la Corte ha interpretato questo potere come non soggetto a decadenze tali da impedire la contestazione suppletiva che renda il reato procedibile d'ufficio.

  • art. 129 c.p.p.

    norma sulla declaratoria di non doversi procedere (improcedibilità)

    La declaratoria di improcedibilità richiede la verifica della sussistenza delle condizioni preliminari al momento in cui la pronuncia viene resa; pertanto fatti sopravvenuti o contestazioni intervenute in udienza possono incidere sulla decisione.

  • art. 569, comma 4, c.p.p.

    norma che disciplina l'annullamento con rinvio

    Consente alla Corte di cassazione, in caso di annullamento, di rinviare il giudizio ad altra Corte di appello per il prosieguo; tale rimedio stato adottato nella fattispecie.

Massime di principio

  • Quando una norma rende un reato procedibile a querela, ma esiste un'aggravante che lo rende procedibile d'ufficio (es. art. 625, n.7), la contestazione in udienza di tale aggravante può trasformare la procedibilità anche se il termine per la querela è spirato, purché la verifica sulla procedibilità sia effettuata al momento della decisione.
  • Il pubblico ministero ha il potere di effettuare contestazioni suppletive (art. 517 c.p.p.) in udienza per modificare l'imputazione introducendo aggravanti che incidono sulla procedibilità; tale potere non è automaticamente precluso dal decorso del termine per la querela nelle ipotesi oggetto della pronuncia.
  • La declaratoria di improcedibilità va verificata sulla base della situazione esistente al momento della pronuncia: a differenza dell'estinzione del reato, fatti o contestazioni sopravvenute possono rilevare.
  • In casi analoghi il giudice di merito deve accertare se la contestazione dell'aggravante sia stata effettuata correttamente e notificata prima della decisione; se sussiste, il procedimento può proseguire nonostante la mancata querela precedente.
  • Per il Pubblico ministero: è comunque consigliabile tempestività nella contestazione delle aggravanti e nella notifica degli atti per evitare contestazioni sulla legittimità della modifica dell'imputazione; per la difesa: va valutata la possibile esistenza di orientamenti giurisprudenziali contrari e la correttezza formale della contestazione suppletiva.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.