Cassazione Penale, Sentenza n. 27382/2023 del 22/06/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione contro la conferma della condanna per usura, tentata estorsione, intralcio alla giustizia ed esercizio abusivo del credito. I motivi dedotti dal difensore riguardavano: (i) presunta violazione del diritto di difesa per mancata indicazione che il giudizio d'appello si sarebbe celebrato con contraddittorio scritto ex disposizioni emergenziali; (ii) illegittima utilizzazione di registrazioni effettuate dalla persona offesa in violazione delle norme sulle intercettazioni (art. 266 e ss. c.p.p.); (iii) mancata e contraddittoria valutazione della attendibilità delle persone offese (Guido Gentile, Antonio Trapani, Saverio Greco) e della presunta natura lecita dei rapporti economici con il ricorrente, con conseguente vizio di motivazione sulla sussistenza dell'usura e dell'esercizio abusivo del credito; (iv) plurime contestazioni relative alla qualificazione come autonomi dei vari tentativi estorsivi (contestazione di un unico tentativo continuato); (v) mancata configurabilità del reato di intralcio alla giustizia per assenza della qualità di testimone della persona offesa al momento delle pressioni; (vi) mancato riconoscimento delle attenuanti generiche; (vii) illegittimità e sproporzione della confisca ex art. 240-bis c.p.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto manifestamente infondati i motivi: non occorreva un avviso specifico sulla celebrazione in forma cartolare per effetto delle norme emergenziali; le registrazioni effettuate dalla persona offesa erano utilizzabili come documenti o prove atipiche secondo la giurisprudenza consolidata e non violavano lo statuto delle intercettazioni nel caso concreto; la valutazione di attendibilità delle persone offese e la ricostruzione dei rapporti economici erano fondate su motivazione logica, riscontri documentali e intercettazioni e pertanto non sindacabili in cassazione se non per vizi di logicità; le singole condotte estorsive sono state correttamente ritenute autonome; il reato di intralcio è integrato anche quando le pressioni mirano a far ritrattare dichiarazioni rese nelle indagini preliminari; il diniego delle attenuanti generiche è motivato per assenza di elementi positivi; la confisca è stata ritenuta proporzionata e temporalmente riconducibile al periodo delle condotte illecite, con conferma del vincolo anche su beni della coniuge in comunione qualora risultino nella disponibilità dell'imputato. Conseguentemente la condanna sostanziale (pena di anni 6 di reclusione, multa di 10.000 euro, confisca dell'abitazione in via Gervasi a Palermo e altre misure) è rimasta confermata e il ricorrente è condannato alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
Decreto-legge n. 137 del 28/10/2020, art. 23 e art. 23-bis
art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020; art. 23-bis d.l. 28/10/2020 n. 137
Le modifiche emergenziali che hanno permesso la celebrazione con contraddittorio scritto non richiedono un avviso specifico alle parti; l'onere di conoscenza delle norme processuali grava sulle parti e resta la facoltà di chiedere la pubblica udienza
Codice di procedura penale, artt. 266 e ss.
art. 266 e ss. cod. proc. pen.
Le norme sulle intercettazioni non si estendono automaticamente alle registrazioni effettuate da un interlocutore consapevole; tali registrazioni possono qualificarsi come documento o prova atipica e sono utilizzabili nei limiti in cui non violino divieti relativi a testimonianze o dichiarazioni indizianti
Codice penale, art. 644
Elemento normativo dell'usura; la Corte ha ritenuto provata la sussistenza di patti usurari sulla base del complessivo compendio probatorio
Codice penale, artt. 56 e 629
Riferimento all'elemento dell'aggravante della tentata estorsione; la Corte ha ritenuto autonome le plurime condotte di minaccia, idonee a costituire tentativi distinti
Codice penale, art. 377
Il reato di intralcio alla giustizia si configura anche quando si esercitano pressioni per indurre la ritrattazione di dichiarazioni rese in sede investigativa; non è necessario che la persona sia già statuita 'testimone' nel dibattimento
Codice penale, art. 62-bis
Disposizione sulle attenuanti generiche; la Corte ricorda che il loro riconoscimento richiede elementi positivi e non semplicemente l'assenza di elementi negativi
Codice penale, art. 240-bis
Norma sulla confisca 'di sproporzione'; interpretata in chiave che consente la confisca se è dimostrata la sproporzione tra patrimonio e redditi leciti nel periodo temporale correlabile alle condotte illecite, comprendendo anche beni in comunione quando risultino nella disponibilità dell'imputato
Codice penale, art. 133
Criteri per determinazione della pena; la Corte ritiene che la motivazione sia adeguata se indica in termini generali la congruità della pena alla luce della gravità del fatto e della capacità a delinquere
Codice di procedura penale, art. 234
Definizione del documento: le registrazioni effettuate fuori dalla funzione investigativa possono rientrare nella nozione di documento
Codice di procedura penale, art. 189
Prova atipica: le videoregistrazioni o registrazioni possono essere utilizzate come prova atipica se non formate in vista del procedimento e compatibilmente con i limiti previsti
Codice di procedura penale, art. 616
Conseguenze della dichiarata inammissibilità: condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali
Decreto-legge 9 novembre 2020, n. 149
d.l. 9 novembre 2020, n. 149
Norma citata come fonte del mutamento delle modalità di celebrazione del processo (forma camerale/cartolare) intervenuto durante il procedimento
Giurisprudenza costituzionale e di legittimità (es. Sez. U Torcasio, Sez. U Prisco, Corte Cost. n. 390/2009)
Il percorso giurisprudenziale è stato utilizzato per distinguere tra intercettazioni e registrazioni effettuate da interlocutore consapevole, nonché per definire i limiti di utilizzabilità delle registrazioni come documento o prova atipica
Massime di principio
- Le registrazioni effettuate da un interlocutore consapevole possono essere utilizzate in giudizio come documento o come prova atipica: non sono automaticamente intercettazioni soggette al regime restrittivo degli artt. 266 e ss. c.p.p., salvo che non violino specifici divieti relativi a testimonianze o acquisizioni unilaterali di organi investigativi
- Le valutazioni di attendibilità delle persone offese e la ricostruzione dei fatti operate dal giudice di merito sono vincolanti in Cassazione salvo vizi logico-giuridici evidenti; la Corte di legittimità non rientra nel sindacato di merito sulla ponderazione delle prove
- La modifica procedurale per ragioni emergenziali (es. celebrazione con contraddittorio scritto) non richiede un avviso specifico al difensore: l'onere di conoscere il quadro normativo gravita sulle parti e resta salva la facoltà di chiedere la pubblica udienza
- Più atti di minaccia possono costituire reati autonomi se rivestono individualità propria quanto a tempo, modalità e oggetto; possono invece concorrere in un reato unico solo quando costituiscano fasi di un'unica azione
- Per integrare l'intralcio alla giustizia non è indispensabile che la vittima sia già formalmente testimone in dibattimento: è sufficiente che abbia reso dichiarazioni accusatorie nella fase investigativa e che le pressioni mirino a determinarne la ritrattazione
- Il riconoscimento delle attenuanti generiche richiede elementi positivi favorevoli, non si impone per mera assenza di elementi negativi
- La confisca per sproporzione ex art. 240-bis può essere confermata se emerge una incongruenza tra patrimonio e redditi leciti nel periodo di riferimento; beni in comunione possono essere vincolati se materialmente disponibili all'imputato e non dimostrata la provenienza lecita
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